ASCOLTANDO IL “BAFFO DI AQUILEIA”

ASCOLTANDO IL “BAFFO DI AQUILEIA”

Delneri ha le physique du rôle, ma la scommessa sarà dura da vincere

Prime impressioni sul “baffo di Aquileia”. Innanzitutto la sua passione per allenare, che trasuda da ogni parola e da ogni concetto espresso.
La motivazione principale, per sua stessa ammissione, che l’ha spinto a venire a Verona dopo quasi tre anni di digiuno dall’erba.
La lucida follia. Mentre disquisiva di calcio, e che bello sentirne finalmente parlare, nella mia testa vi era un numero: 6. Due domande: come faccia uno non qualunque ad accettare una panchina con la miseria di punti in classifica che ha la squadra, e come cavolo abbia fatto il Verona a ridursi così non correndo prima ai ripari. La follia, dunque, non manca al “baffo”. Buon segno.
Cambio radicale. Cambieranno tempi e modi di allenarsi. Sedute brevi (un’ora e un quarto) ma intense. Delneri parlerà con ognuno dei giocatori, testando anzitutto quanto siano scariche le pile di mente e fisico per ricaricarle al più presto. Si parte da lì.
Rispetto. È un allenatore che se lo è guadagnato, dentro e fuori dal campo. Che lo richiede e che lo porta.
Un piacere ascoltarlo, niente da dire, ma poi sempre quel numero…6 e il pensiero che a quelle parole dovranno seguire le vittorie, e non poche.
“Non gliela fai”, ho pensato. Poi ho immaginato ci fosse Corini a parlare.. Dai baffo, salva il Verona!
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