MAI UNA GIOIA, UN BUON VERONA NON RIESCE A SUPERARE IL GENOA

MAI UNA GIOIA, UN BUON VERONA NON RIESCE A SUPERARE IL GENOA

1-1 al Bentegodi: autogol di Coppola e rete di Pazzini

Macchè vittoria, è un altro pareggio quello che raccoglie il Verona contro il Genoa. Coppola devia con la schiena una punizione sul palo di Suso, Pazzini regala l’1-1 in un primo tempo giocato male dai gialloblù, che nella ripresa le provano tutte per passare ma non ci riescono. Serve giusto ad arrivare in doppia cifra in classifica, a quota 10, il pari di oggi. In un campionato ormai compromesso da tempo se non altro si vede una squadra lottare e cercare di andare sempre oltre i suoi evidenti limiti tecnici.

4-3-3 del Verona con Coppola in porta. Rafael, in procinto di essere ceduto al Cagliari, siede in panchina. Gollini è out per una botta alla spalla. I quattro difensori sono Sala, Moras, Helander e Pisano, in mezzo Ionita, Greco e Hallfredsson, davanti Wszolek, Pazzini e Rebic.

3-4-3 per il Genoa con Perin – Munoz, De Maio, Izzo – Ansaldi, Rincon, Dzemaili, Laxalt – Suso, Pavoletti, Perotti.

Gara equilibrata in avvio. Il Verona pressa alto e cerca le giocate in verticale a palla bassa. Difende con ordine il Genoa che cerca l’ispiratore Suso per arrivare verso la porta gialloblù.

Da un inopinato fallo di Hallfredsson nasce la punizione che porta al vantaggio degli ospiti. Suso di sinistro dai 22 metri trova il palo-gol alla sinistra di Coppola, che devia con la schiena in porta. Malissimo l’islandese che prima cede un pallone a centrocampo a Ionita che ne ha due intorno e perde malamente palla, e poi “rimedia” buttando giù in rincorsa Dzemaili.

Wszolek prova a dare velocità, Rebic entra da sinistra ma si perde al limite dell’area al 25’. Hallfredsson perde un altro pallone al 27’ innescando il contropiede avversario, il “pelato” non ne azzecca una. La gara si fa brutta, i gialloblù non riescono ad aprire il gioco e nei duelli di centrocampo il pallone è quasi sempre perso.

Il Verona non molla, e piazza il pari al 40’. L’azione si sviluppa a sinistra con Rebic che serve Ionita che è bravo ad andare sul fondo e servire a Pazzini una palla da spingere dentro e far gioire il Bentegodi.

La partita si accende, Pavoletti viene fermato in fuorigioco, l’Hellas spinge sull’onda emotiva ma il tempo finisce.

Delneri cambia negli spogliatoi: dentro Gomez al posto di Rebic e si passa al 4-2-3-1. Si getta in avanti il Verona, con molto agonismo ma poca precisione. Anche il Genoa non brilla e si perde sulla trequarti.

Altro cambio al 12’: dentro Siligardi per Greco e si passa al 4-4-1-1 con Siligardi a sinistra e Wszolek a destra. La risposta di Gasperini: fuori Suso e Dzemaili per Cerci e Rigoni.

Perin salva su Gomez al 15’ dopo un rimpallo in area. Il grido della curva è assordante. Grande occasione al 19’: parte in contropiede Siligardi e libera Wszolek a sinistra, il polacco supera Perin ma, defilato, calcia fuori. Marchese sostituisce Perotti, Gasperini passa al 4-4-2.

Il Verona prova a spingere con la forza della disperazione e tanta corsa spesso non supportata dalla precisione. Hallfredsson spreca malamente un calcio di punizione calciando addosso alla barriera da quella che di solito è la sua mattonella sulla trequarti di sinistra.

Gomez calcia al volo dal limite al 30’, Perin è preso in controtempo ma si tuffa quanto basta. L’Hellas va all’assalto, il Genoa punta a contenere. Helander è bravo a limitare Pavoletti.

Siamo agli assalti finali. Cerci diventa pericoloso a destra, Gomez sbaglia passaggi elementari, male anche l’argentino. Le forze calano. Jankovic, altro della vecchia guardia, ciabatta un cross in maniera pessima dalla sinistra al 40’, che brutte cose si vedono. Wszolek nel recupero spara alto dal limite, è l’ultima occasione.

Tanta corsa, rabbia e cuore non bastano per ottenere la prima vittoria. Il Verona sta in campo con dignità, ed è questa che dovrà avere fino all’ultima gara.

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