Pagelle Verona, tutti colpevoli

Pagelle Verona, tutti colpevoli

Hellas disastroso, situazione fuori controllo. Niente da salvare

di Matteo Fontana, @teofontana

SILVESTRI 5

Preso a pallonate dal Brescia, commette un errore grave sul calcio di punizione di Tonali (che talento, questo ragazzo) che fissa il 2-0 e manda a picco il Verona a fine primo tempo. Sulle altre reti non ha responsabilità specifiche: è l’Hellas che manca del tutto.

CARACCIOLO 4,5

Il mezzo punto in più è dovuto al gol che potrebbe riaprire la partita, e che invece è una piccola, superflua illusione. Dietro balla la rumba e anche qualche danza sconosciuta: tremenda la dormita sull’inserimento di Donnarumma sul gol del vantaggio del Brescia, distratto sulla doppietta dell’attaccante che caccia definitivamente indietro il Verona. Ex ko.

MARRONE 4

Sommerso dalla carica offensiva bresciana. Dormitissima sulla sponda di Torregrossa che spalanca la porta alla prima rete di Donnarumma, mentre sulla seconda di dissolve, non mettendoci la testa. Dovrebbe fare da regista arretrato, ma viene fuori un brutto film.

EMPEREUR 4,5

Inizio determinato, è tra i pochi giocatori combattivi di questo Verona spersonalizzato. Poi subisce l’assalto del Brescia, con gli avversari che gli scappano da ogni parte. Prova pure a non arrendersi, ma lo bucano a destra e a sinistra. Male.

CRESCENZI 5

Arriva da una settimana tribolata, tuttavia non rinuncia a spingere sulla fascia. Eppure è troppo poco quello che produce: qualche scatto che si esaurisce presto, fuochi per nulla artificiali, rifiniture difettose, e in copertura evidenzia le consuete incertezze.

HENDERSON 4,5

Più di tutti, mostra di essere involuto. Le sue qualità affondano in un Verona che non ha un’idea attendibile di calcio. Per un tempo viene annientato dalla corsa e dal fosforo del centrocampo del Brescia. E se fa cilecca lui, figuriamoci gli altri.

COLOMBATTO 4

Tagliato via dalle traiettorie disegnate da Bisoli, Tonali e Ndoj. Dov’è finito il piccolo maestro ammirato nelle prime giornate di campionato. Quella vista al Rigamonti è soltanto una controfigura. Come Henderson, incarna in pieno il crollo del Verona.

RAGUSA 4

Non ci si accorge di lui, se non per qualche pedata che gli rifilano. Dovrebbe essere uno degli uomini che cambiano il ritmo e il senso della manovra dell’Hellas. Al contrario, in questo momento è tra i meno convincenti (eufemismo) e più che dare toglie.

LARIBI 4

Sempre nella categoria di chi era piaciuto fino a un mese e mezzo fa e che, adesso, non si sa dove sia finito. Gioca alle spalle delle punte, in teoria dovrebbe contenere Tonali, ma la soluzione non va. Mai un istante di brillantezza, mai un colpo d’estro.

DI CARMINE 4

Samuel non la suona più. Purtroppo per il Verona, finora non l’ha mai fatto, in gialloblù. Abulico, spento, l’ombra del gran finalizzatore di Perugia. Grosso gli mette a fianco Pazzini, ma di palloni ne becca comunque pochi. Un altro pomeriggio da dimenticare. O forse da ricordare, per non caderci ancora.

PAZZINI 5,5

Pochi spazi, alcuni guizzi positivi, tra cui quello che porta l’Hellas a rendere meno pesante il passivo. Cambia niente, chiaro, ma dimostra di stare, più degli altri, dentro la partita.Tenta anche qualche botta da fuori, con Alfonso che sorveglia: se non altro ciò prova.

 

DAWIDOWICZ 5

Si prende un’ammonizione gratuita tuffandosi in area. Per il resto, niente di buono.

MATOS 5,5

Un paio di allunghi pregevoli, ma si capisce che non è al meglio.

ZACCAGNI ng

 

GROSSO 4

Il Verona è dissolto. Non c’è ordine, i gol subiti aumentano, il possesso palla (sempre che sia un indicatore utile) cala. Perde, straperde, il duello con il vecchio compagno di squadra Eugenio Corini. L’Hellas è morbido quanto un marshmallow, più squagliato di un gelato all’Equatore. E non ci sono attenuanti che tengano.

 

 

 

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