Qualcuno è del Verona

Qualcuno è del Verona

Motivi e ragioni illogiche: cosa significa essere gialloblù

Mancano undici partite alla fine del campionato di Serie B. Un grande tifoso dell’Hellas, qualche settimana fa, ha scritto, tramite social: “Se ami il Verona, sai che devi soffrire. Altrimenti ci sono altre squadre”.

Non c’è nulla di ovvio in quest’affermazione. Cos’è il Verona? Cos’ha rappresentato, che cosa rappresenta nella vita di chi lo segue? Ripensando a una canzone recitata dell’immenso Giorgio Gaber, la riflessione è andata verso le ragioni per cui si è quel che si è.

Ognuno si senta libero di aggiungere il proprio personale motivo a quelli che, in ordine sparso e dichiaratamente illogico, in quanto appassionato, citiamo di qui in avanti.

 

Qualcuno è del Verona perché andava al vecchio Bentegodi

Qualcuno è del Verona perché Salerno 2011, ma anche Piacenza 2002

Qualcuno è del Verona perché ha studiato al liceo classico “Scipione Maffei”

Qualcuno è del Verona perché Zeytulaev all’ultimo minuto

Qualcuno è del Verona perché ha visto Zigoni in panchina con la pelliccia e il cappello da cowboy

Qualcuno è del Verona perché vota a Destra

Qualcuno è del Verona perché vota a Sinistra

Qualcuno è del Verona perché cos’è la Destra, cos’è la Sinistra?

Qualcuno è del Verona perché “Se soltanto Stojkovic fosse stato sano”

Qualcuno è del Verona per la 126 di Volpecina, ma anche la Renault Alpine di Caniggia

Qualcuno è del Verona perché “PREBEN LARSEN ELKJAER!”

Qualcuno è del Verona perché il fallo di mano di Serena l’avrebbero visto anche da Tokio. O perlomeno da Asti

Qualcuno è del Verona perché Osvaldo Bagnoli è una brava persona

Qualcuno è del Verona perché vuoi mettere avere dei capitani come Mascetti e Tricella?

Qualcuno è del Verona perché “Sono contrario alla fusione”

Qualcuno è del Verona perché Garella era il portiere più forte del mondo. Senza le mani

Qualcuno è del Verona perché era in Piazza Bra per lo scudetto, ma anche per la salvezza dalla C2

Qualcuno è del Verona perché Bocalon e il Portogruaro

Qualcuno è del Verona perché il vero derby è con il Vicenza, ma poi se si perde con il Chievo non parla per tre giorni

Qualcuno è del Verona perché ha ballato “La zanzara” in Curva Sud

Qualcuno è del Verona perché va bene Belgrado, Stettino, Bucarest, però non si dimentica Giulianova, Marcianise, Andria, Acireale e Sesto San Giovanni

Qualcuno è del Verona perché Maradona da metà campo e Weah a tutto campo

Qualcuno è del Verona perché Raducioiu ha battuto il record di gol sbagliati

Qualcuno è del Verona perché quella volta che in Serie A c’è andato il Napoli e nessuno ha mai capito come

Qualcuno è del Verona perché Italo Bonatti era la Freccia di Castelmassa e Gianni Bui e Vincenzo Traspedini le Due Torri

Qualcuno è del Verona perché quella del 16 marzo 1988 a Brema è stata la sera più bella e quella più brutta

Qualcuno è del Verona perché il 1971

Qualcuno è del Verona perché suo nonno era del Verona, suo padre è del Verona, suo figlio sarà del Verona, suo nipote sarà del Verona

Qualcuno è del Verona perché 20 maggio 1973

Qualcuno è del Verona perché “Io c’ero quando Del Vecchio ha segnato cinque gol in una partita”

Qualcuno è del Verona perché la telefonata di Garonzi a Clerici

Qualcuno è del Verona perché il Verona è Verona. E viceversa

Qualcuno è del Verona perché il Verona lo fa sentire parte di qualcosa

Qualcuno è del Verona perché il sole è giallo, il cielo blu

Qualcuno è del Verona perché la maglia degli anni ’70 e quella degli anni ’80.

Qualcuno è del Verona perché Hellas Verona

Qualcuno è del Verona perché è l’unica cosa che non l’ha mai lasciato

Qualcuno è del Verona perché le radiocronache di Roberto Puliero

Qualcuno è del Verona perché Pizzinat-Soligo-De Simone

Qualcuno è del Verona perché bollito e pearà la domenica

Qualcuno è del Verona perché a messa da bambino ascoltava il prete ma pensava al Verona

Qualcuno è del Verona perché la prima giornata di campionato

Qualcuno è del Verona perché se sei del Verona impari la cosa che più ti aiuta nella vita: che non sempre si può vincere. Ma talvolta perdere è un dettaglio

 

 

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