Ascoli depresso, ma chi si fida è perduto

Ascoli depresso, ma chi si fida è perduto

Bianconeri in crisi di gioco e risultati: il Verona si metta in allerta

L’Ascoli e il gol: tema che meriterebbe una tavola rotonda al prossimo Fertility Day, sempre che dopo il successone di quest’anno ce ne sia un altro in futuro.  Il tabellino dei marchigiani marca la miseria di 6 reti in  8 partite. Par condicio con 3 marcature al Del Duca e 3 fuori.  Il cannoniere, si fa per dire, è manco a dirlo Daniele Cacia con due centri (uno dal dischetto). A ruota seguono Carpani, Cassata, Hallberg, e Gatto. Il 4-3-3 di Alfredo Aglietti propone un tipo di calcio attivo, ma ha nella sterilità della manovra il suo buco nero. Il problema  pare stia nella zona nevralgica del campo, dove manca l’uomo capace di mettere Cacia in grado di finalizzare e colpire.  L’azione stagna a centrocampo in una fitta ragnatela di passaggi in orizzontale che stentano a trovare sbocchi.

La stagione ascolana è iniziata con un filotto di quattro pareggi, seguiti dal primo successo in casa contro il Vicenza tra le mura amiche. Proprio quando sembrava la squadra si fosse sbloccata,  sono arrivate tre sconfitte consecutive da allarme rosso. La classifica piange e nell’ambiente marchigiano regna la preoccupazione.  Il direttore Sportivo Cristiano Giaretta chiede tempo e calma, prendendosi ogni responsabilità per il momento difficile che la squadra sta vivendo; esclude l’arrivo di svincolati e annuncia che per eventuali rinforzi se ne riparlerà a gennaio. Intanto si avanti così. Già, ma l’Ascoli non segna da 186 minuti, guarda caso da quando Daniele Cacia è ai box a curarsi una caviglia malandata. La sua presenza in campo sabato pomeriggio è incerta. Al momento è più no che si.

Vista l’idiosincrasia del Picchio con il gol, appare pressochè scontato che Aglietti farà di tutto per avere il suo bomber abile e arruolato, anche se non al 100%. Servono punti come il pane, ma il calendario non apre a sereni orizzonti: dopo il Verona, sarà la volta del Cittadella in trasferta. Difficile che dalle due sfide con le prime della classe arrivi il toccasana per ritrovare ossigeno. La panchina di Aglietti rischia di trasformarsi in un Tagadà.  Dovesse però far punti, darebbe una decisa sferzata di autostima ed entusiasmo al suo campionato. Anche per questo, il Verona deve prenderla con le molle questa partita. Spesso la disperazione riesce a far cose che non riescono nemmeno alla tecnica.

Guai a sottovalutare l’avversario. Sarebbe un errore imperdonabile. Un simile scenario non è nelle corde di Pecchia  e della mentalità che con successo sta dando alla squadra. Squalificato Fossati, rivedremo Maresca. Romulo, sostituirà ancora l’infortunato Pisano. Ci saranno altre novità? Poco importa, perchè ruotano le pedine, ma nulla cambia sulla scacchiera. Il Verona di quest’anno non snobba nessuno, ma gioca sempre per vincere a prescindere. I tre punti li ha nel DNA. Lo si è visto chiaramente anche  domenica contro il Brescia, quando il mister per recuperare una partita che si era messa male,  non ci ha pensato un secondo a mettere in campo nella ripresa quattro punte e schierarsi con un iperoffensivo 4-2-4.  Se Siligardi avesse insaccato il matchball,  l’avrebbe pure vinta. Chissà allora che avremmo scritto…Forse nulla, perchè sarebbe venuto giù lo stadio.

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