Bene-vento

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Otto mesi fa la retrocessione morale del Verona, davanti a Grosso. Ripartire, adesso, è possibile

di Redazione Hellas1903

Da Benevento a Benevento, otto mesi e rotti il disastro che segnò la retrocessione morale in Serie B, il Verona vince al Vigorito e tenta di disegnare un futuro diverso. Se sarà effettivamente così lo scopriremo presto (Pescara, Livorno, Cittadella e Foggia surriscaldano dicembre), ma intanto sono arrivati tre punti fondamentali, tanto più perché l’Hellas li ha colti senza prendere gol: rara avis. Ne incassò tre, il 4 aprile scorso. Venne tritato, e lì finì tutto.

DISASTRO Un gol di Letizia e due reti di Diabaté annientarono i gialloblù, e il risultato fu persino generoso verso un Verona assente, infilzato a ripetizioni dalle banderillasscagliate dai matadores di Roberto De Zerbi. Negli spogliatoi, a fine gara, scoppiò la bufera. Filippo Fusco diede in escandescenze contro i giocatori, per poi presentarsi in sala stampa per annunciare le dimissioni da direttore sportivo dell’Hellas. Una scelta irrevocabile che lasciò di fatto solo Fabio Pecchia, che aveva viaggiato in coppia con il d.s. nella stagione del ritorno in A e per quella, soffertissima, che aveva messo entrambi sotto il tiro incrociato della contestazione. Un segno di resa: il disastro, a quel punto, fu compiuto. Il Verona alzò appena la testa battendo il Cagliari, ma dopo perse tutte le sette partite rimaste. Era già tutto finito a Benevento.

RISCATTO Cambiare il destino, ieri sera, significava, per l’Hellas, dissolvere quell’incubo primaverile per cogliere il riscatto, dopo una fase di crisi certificata dagli scarsi risultati arrivati dalla caduta di Salerno (era il 29 settembre) in poi. Pochi punti, una sola vittoria, quattro sconfitte: queste le elementari statistiche a descrivere in maniera asciutta le difficoltà del Verona. Fabio Grosso è finito in discussione, Maurizio Setti ha deciso di non esonerarlo, ma Benevento non poteva che essere, ancora una volta, un appuntamento determinante per capire dove potrà arrivare l’Hellas. Ad aprile il duello con i giallorossi volle dire condanna. Oggi la situazione è un’altra, perché la stagione, comunque vada, consente di avere dei margini di recupero in classifica, ma è ovvio che la vittoria ottenuta fa tirare un gran sospiro di sollievo ai più, in attesa di ulteriori verifiche a stretto giro di posta: l’asticella non può essere abbassata.

INIZIO Fu proprio quel 4 aprile che ebbe inizio, virtualmente, il legame di Grosso con il Verona. Il tecnico era al Bari, impegnato nella rincorsa a un salto in A sfumato ai playoff. C’era anche lui in tribuna al Vigorito, per seguire la partita in compagnia di Tony D’Amico, al tempo primo collaboratore di Fusco e, in sostanza, divenuto direttore sportivo in pectore dell’Hellas dopo il suo addio alla scrivania gialloblù. Al loro fianco, Emanuele Righi, ascoltato consulente di Setti, che a lui ha assegnato l’incarico di d.s. del Mantova, quando, a giugno, ha acquisito la maggioranza del pacchetto azionario del club (una delle operazioni che hanno suscitato malumore nella tifoseria del Verona), che ora è al primo posto del girone B di Serie D. Il vertice è lontano per l’Hellas, ma quel che Benevento ha tolto da Benevento si può riprendere.

M.F.

@teofontana

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