Benevento-alto tradimento, le dimissioni di Fusco, quel che resta del Verona

Benevento-alto tradimento, le dimissioni di Fusco, quel che resta del Verona

L’ammutinamento della squadra dopo un cammino, come da previsioni, durissimo

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Non ci si poteva credere mentre passavano i minuti della partita di Benevento. Di una reazione nemmeno l’ombra, di una squadra che deve salvarsi neppure la parvenza. Così, fino alla fine, superati nel gioco e nell’orgoglio, i calciatori del Verona hanno deciso per la disonorevole resa. Una bandiera bianca sventolata in faccia a tutti, senza pudore.

Il ds Fusco si è dimesso, con il tentativo di scuotere un gruppo arrivato privo di segni vitali nel momento più importante della stagione. Lo ha fatto dopo aver strigliato tutti nello spogliatoio, manifestando la rabbia e il disappunto per quanto visto in campo. Ha chiesto scusa a tifosi e società. Certo le responsabilità le ha, e di errori, per sua stessa ammissione, ne ha fatti. Licenziandosi ha voluto anche mettere la squadra con le spalle al muro. Sempre difesi e protetti, ora se la cavassero loro. Iniziando da domenica col Cagliari, quando ad accoglierli non ci sarà esattamente un comitato di beneficenza. Un tentativo estremo per provocare una reazione.

Pecchia, solo come non mai, potrà preparare la gara. Se non arriveranno punti verrà esonerato. Una fine inevitabile.

Questo Verona è nato male, è stata una scommessa eccessiva e assai imprudente, che non ha tenuto conto del campionato a cui si andava incontro e di una piazza come Verona, alla quale almeno qualche certezza va data. La matematica dice che non è ancora tempo di bilanci finali, e mi fermo qui.

Va di moda l’autoreferenzialità, che personalmente detesto, ma giusto per ricordare a quanti accusano di deferenza nei confronti della società dell’Hellas (e con me gli autori di questo giornale), questo è quanto scrissi lo scorso settembre su quello che sarebbe stato il campionato del Verona. Della serie leggere prima di picchiare sui tasti e, in ogni caso, un sorriso.

Hellas1903.it non ha risparmiato dure critiche alla gestione Setti negli anni passati, beccandosi gli strali del presidente, quando tutti tacevano durante un campionato ancor più vergognoso di questo, perché fatto con una rosa di calciatori abbondantemente all’altezza dell’obbiettivo salvezza.

Non servivano invece degli specialisti l’estate scorsa per capire a cosa si andava incontro, a un anno durissimo. Quello che è avvenuto. La rivoluzione al risparmio di Setti, ovviamente indigesta ai tifosi, non poteva garantire altro. Ma chi caccia i soldi nel pallone in questa città? Dove lo trovi? E nei momenti difficili accanirsi contro a chi giova? Se una fiammella di speranza c’è (o c’è stata…) perché gettarci sopra secchiate d’acqua per non dire d’altro?

Verona-Cagliari, ultima chiamata. Chi ci crede può ancora sperare. Tornassero a crederci i giocatori, e a meritare di chiamarsi tali, non sarebbe male.

Ieri abbiamo con sconcerto appurato il loro ammutinamento, e non vediamo all’orizzonte pirati vestiti in gialloblù pronti all’assalto. Fate vobis.

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