Bessa, quando capire di calcio è un optional

Bessa, quando capire di calcio è un optional

L’Inter non gli ha mai dato fiducia, il Verona l’ha subito lanciato. La differenza sta nelle idee

Sarebbe potuto arrivare a Verona già a luglio e andare in ritiro a Racines Daniel Bessa. La psicotica estate interista lo ha tenuto in standby fino all’arrivo sulla panchina nerazzurra di Frank de Boer. Il via libera dell’allenatore olandese ha sbloccato la situazione e aperto un orizzonte nuovo per il ragazzo di San Paolo. Il suo caso è la perfetta sintesi di come molti grandi club trattino i giovani talenti.

2008: Bessa è un ragazzino dell’Atletico Paranense che col pallone ci sa decisamente fare quando viene scoperto dagli osservatori dell’Inter. Daniel ha numeri in abbondanza e basta molto poco per convincerli. Lo portano a Milano all’età di quindici anni. Il suo destino pare quello di un predestinato. Il 2012 è l’anno in cui esplode nella Primavera dell’Inter e trascina la squadra di Stramaccioni alla vittoria delle NextGen Series segnando tre gol. Un serio infortunio a un ginocchio ne limita il salto definitivo. L’Inter gli rinnova il contratto ma lo manda a maturare lontano da Appiano Gentile. Da quel giorno iniziano per Bessa i parcheggi tra Italia ed Europa: da Vicenza all’Algarve, da Rotterdam a Bologna, da Como fino al ritorno di quest’estate alla casa madre Inter. Dopo un buona stagione in riva al Lario, sembra essere la volta buona.

Quando Mancini lo porta in tournèe in America, già si vocifera di un possibile prestito al Verona. L’Inter delle ultime stagioni soffre della cronica mancanza di un regista, un giocatore dai piedi buoni capace di vedere il gioco e far girar la palla. Nell’ultima stagione si sono alternati Felipe Melo e Gary Medel. I risultati si sono visti. L’uomo giusto l’Inter ce l’avrebbe in casa. Bessa è pronto per quel ruolo. Quest’anno è però arrivato Banega, stella argentina del Siviglia. Intanto in casa Inter scoppia il caos. Mancini viene allontanato, arriva de Boer che avalla il  prestito di Daniel al Verona con tanto di diritto di riscatto. La storia interista di Bessa finisce praticamente qui.

Anni or sono successe più o meno la stessa cosa con un certo Pirlo, ricordate? Sabato sera abbiamo ammirato un giocatore di spessore, dotato di tecnica sopraffina, visione, e personalità. Sembrava vestisse la maglia del Verona da anni. Il ragazzo ha le movenze e la padronanza di un veterano. Ha pure messo la ciliegina sulla serata con un gol da applausi. Piedi ( i suoi sono di velluto) per terra per carità, bisognerà rivederlo all’opera. Si dice che una rondine non faccia primavera, ma di sicuro nel caso di Bessa i presupposti per un sereno orizzonte ci sono tutti. Con tanti ringraziamenti alla miopia di qualcuno. Nel calcio italiano succede spesso. Troppo spesso.

Lorenzo Fabiano

@lollofab

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