CINQUE COSE CHE HO VISTO IN ROMA-VERONA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN ROMA-VERONA

Una prova che restituisce la dignità al Verona

1) Ogni parola su questo Verona rispetto a quello del passato sarebbe superflua. La evito. La Roma avrà pure i suoi problemi, che mi interessano quanto un oroscopo, ma questo Hellas oggi mi ha reso orgoglioso. Difesa alta, sempre. Pressing alto, sempre. Cattiveria, sempre. Mentalità, sempre. Sfiga, sempre, purtroppo, anche se quando il male è comune con l’avversario… Delneri si conferma uomo di calcio e si presenta con un modulo azzeccato: il Verona, a tre dietro, spinge moltissimo sulle fasce e a destra Digne è costretto sempre a difendere e poco più. La nota dolente è Emanuelson, che dalla parte opposta latita: solo per questa ragione la manovra d’imbrigliamento non riesce al 100%.

2) Quelli con il “cervello collegato” gongolano ancora perché l’Hellas quest’anno ha quasi tutta la rosa di proprietà, non come quando c’era quello scellerato di Sogliano che utilizzava molto i prestiti (tutti con diritto di riscatto, comunque). Infatti quest’anno probabilmente andremo in Serie B, ma con una rosa di proprietà, che ha decisamente un altro gusto. L’unica operazione degna di questo nome, ad oggi, è stato infatti un prestito secco: l’acquisto di Rebic, giocatore pronto per arrivare, fare il proprio lavoro e poi tornare a Firenze. Il confronto con le sottrazioni (in tema di algebra) Matuzalem ed Emanuelson è impietoso. Se ti devi salvare porta a casa più prestiti secchi possibili, giocatori pronti a dare tutto nel breve. Se fallisci la squadra per la B la fai a giugno, non a gennaio. Certo, servirà un direttore sportivo dopo il seggio vacante di quest’anno.
3) Il cambio di modulo oggi è stato dettato dall’inesistenza di Emanuelson e dalla prevedibile riscossa(ina) della Roma che, contestualmente, è passata a tre dietro per cercare di far salire gli esterni che oggi sono stati contenuti in modo perfetto. Il secondo tempo del Verona, fino al 40′, è stato ottimo. Oltre il 40′ la squadra si è giustamente coperta e ha blindato il pareggio. Una volta partite così duravano 90 minuti. Gollini è presente e futuro (bravo, ragazzo!), Pazzini conferma di non essere da 4-3-3 (altro che vice Toni) ma è comunque un buon attaccante e speriamo lo sia per altri quattro anni, Moras che dovremo sperare che accetti la B e non che debba essere lui in ginocchio a chiedere di rimanere (no, perché così sembrava…).
4) Spesso critico ferocemente Wszolek per le sue prestazioni. Non cambio idea circa le sue qualità tecniche, ma la sua abnegazione e la sua caparbietà a volte coprono tutti i suoi limiti. Oggi, credendoci, si è inventato un calcio di rigore costringendo Castan (“Bentegodi campo di m.”) ad abbatterlo con una mossa da MMA. Gli chiedo un po’ scusa e il caffè lo pago io.
5) Domenica arriverà il redivivo Genoa. Se il Verona continuerà così prima o poi la vittoria arriverà. Che forse non ci eviterà la B, ma restituirà dignità ad un gruppo a cui oggi puoi rimproverare poco. Quanti rimpianti, quanti rimpianti, quanti rimpianti…
5 bis) Nota per risparmiare alcuni commenti: oggi mancavano Toni, Souprayen e Viviani. Delneri NON ha tutta la squadra. Eppure…
Foto Getty Images per Gazzanet
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