Cinque cose che ho visto in Sassuolo-Verona

Cinque cose che ho visto in Sassuolo-Verona

Ancora due partite alla fine di questa stagione. Per fortuna

1) La gente mi ferma per strada e si complimenta non per come o cosa scrivo, ma perché riesco a trovare cinque cose da dire in ogni partita di questo Verona. Più che complimentarsi solidarizzano e mi danno pacche sulle spalle. Sassuolo-Hellas Verona. Ci sono 22 uomini in campo. Quelli Gialloblù giocano meglio ma ogni volta che arrivano davanti al portiere non fanno mai gol perché non c’è nessuno disponibile a farlo. Praticamente quelli che giocano ai lati riescono a mettere i palloni, ma in mezzo c’è un cartello con scritto “torno subito”. Così alla fine quelli nero-verdi decidono di fare l’unico tiro in porta e trovano pure la deviazione vincente. Questo è tutto, a domenica prossima.

 
2) Ok, proviamo a continuare. Non è vero che questa partita è lo specchio della stagione. Basta con queste frasi fatte che di solito pronunciano a turno tutti i designati a parlare dall’ufficio stampa. Il Verona nella prima parte della stagione non ha giocato a calcio, nella seconda ha sbagliato le partite fondamentali e spesso ha giocato male. Oggi contro il Sassuolo l’Hellas ha giocato più che discretamente, riscontrando l’unico problema che nel calcio per vincere devi fare gol, e per fare gol serve uno che la metta dentro. E oggi questa figura manca al Verona.  
 
3) Uno che la metta dentro. Bisogna far gol. Lo ha detto anche Delneri. Lo stesso Delneri che ha però approvato il non-mercato di gennaio (non un attaccante seppur consci delle condizioni di Toni e Pazzini) la cui conseguenza è stata, oggi, non avere alternative a Gomez e ad un Toni ad un quarto di servizio. Juanito vive un momento psicologico difficilissimo di cui lui è corresponsabile, e non avere una-dico-una alternativa in panchina, fosse anche un Primavera, è sconcertante. Centrocampisti e terzini crossano e in mezzo trovano la balla di fieno che rotola. La scelta tattica del centrocampo foltissimo con i terzini che hanno difeso più che spinto ha funzionato, ma l’unica punta deve essere micidiale non annacquata.
 
4) Siligardi. A parte la tradizionale discontinuità di match in match e nel match, è uno dei giocatori da tenere. In Serie B la sua tecnica può certamente essere utile e fare la differenza. Di questo dovremmo parlare: chi sono i calciatori che meritano di rimanere? I Gollini, i Moras, i Pisano, i Bianchetti. E anche gli Albertazzi. Credo siano questi una buona base da cui ripartire. Poi ci sono giocatori come Wszolek, di cui non so pronosticare il rendimento in cadetteria: lui corre, veloce, il problema è che ai piedi ha due ferri da stiro a brace. Da ammirare comunque per la tradizionale dedizione e per il cuore che ci mette. In Serie A non basta.
 
5) La Serie B già ci odia. Stanno già parlando di campionato falsato a causa del paracadute. Avete presente il clima che troveremo? Senza una società forte quanto ci metteranno a condizionare la stagione? Ma che scemo, ma perché penso già alla B… C’è tempo per riflettere, mancano ancora due partite alla fine del campionato.
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