CINQUE COSE CHE HO VISTO IN UDINESE-VERONA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN UDINESE-VERONA

Hellas dominato, la partita della delusione

 

1) Sembrava tutto perfetto. Vittoria nel derby, esodo di tifosi a Udine, friulani nel caos, Colantuono traballante, umore alle stelle. E poi nei libri e nei film quando tutto deve andare bene, semplicemente lo fa. Però viviamo la vita reale. E il destino lo devi costruire da solo. Il Verona è caduto ad Udine, forse in modo fatale, forse no. Ma io mi dissocio totalmente da chi parla di disfatta o di un Verona pietoso. Soprattutto perché dobbiamo sempre ricordare che in linea di massima non giochiamo mai da soli, e che oggi di fronte c’era una signora squadra e, infine, che noi (purtroppo) non siamo il Barcellona. 

 
2) L’Udinese ci è stata superiore per tutto il match. Ha meritato di vincere. L’ha portata a casa grazie ad un gol in netto fuorigioco che ha sbloccato il match e ucciso il morale dei nostri. Torto arbitrale, questo, che si aggiunge alla pila di piatti sporchi in cucina che ancora nessuno si prende la briga di lavare. Il gol del due a zero è stata poi la condanna a morte del match: nei libri e nei film si ribalta, nella vita reale è dura. E, sul 2-0, i nostri hanno praticamente smesso di giocare. Già, nei libri e nei film avrebbero dovuto reagire, combattere e vincere 2-3. Ma questi ragazzi sono reduci, sono sopravvissuti ad errori che in minima parte sono loro attribuibili. 
 
3) Dal primo minuto si è capito che della testa e dei muscoli dei nostri migliori centrocampi degli ultimi periodi avremmo visto poco. Ionita inizia a pagare chilometri e forma precaria a causa degli infortuni, e mai ha la forza di andare a mordere, di creare superiorità o di entrare e arrivare al tiro. I nostri quattro hanno sofferto così tanto che più di una volta è stato necessario l’arretramento di uno dei due avanti. È sempre mancata l’ampiezza: Siligardi troppo tendente all’accentramento e poco a giocare sulla linea dell’out, così che a sinistra l’Udinese ha fatto il Palio di Siena. Ci servirebbe, a sinistra, il cugino di Wszołek.
 
4) Il gol in fuorigioco, dicevamo. Certamente. Ma a vedere la difesa disposta lo abbiamo francamente meritato: i nostri quattro difensori erano strettissimi (tutti in linea in quattro metri) non su quattro attaccanti, ma sui due centrali dell’Udinese, con Bruno Fernandes totalmente libero dalla parte opposta. Perché Fares va a fare il centrale aggiunto lasciando sguarnita la fascia? Stringere non può significare stritolarsi. Il ragazzo poi si perde anche Badu che (in fuorigioco) fa gol. Momo è un giocatore di grande talento, è un attaccante completo e di qualità; da terzino ha di buono solo la spinta (oggi assente) ma è vietato ai minori in fase difensiva. Così si rovina la prestazione della squadra e il talento del calciatore.
 
5) Tiriamo ancora le orecchie al centrocampo. Al 37′ del primo tempo Pazzini fa un gran tiro grazie ad una sponda di Luca Toni. Sulla ribattuta del portiere non c’è nessun blu. Ma se Toni fa la boa e Pazzini tira (e questo devono fare), dov’è l’inserimento di uno tra Ionita e Marrone? Gli unici due nei paraggi erano (larghi) i due esterni. Poco dopo Helander, in fase di costruzione, preferisce crossare direttamente perché non aveva notizie dei mediani. Speriamo solo sia stata una giornata no e non un crollo fisico. 
 
5 bis) Continuiamo a non avere nulla da perdere. Forse siamo spacciati da gennaio, quindi continuiamo a giocare, a crederci, a divertirci. Sabato arriva la Samp. Facciamo una grandissima partita e una anche piccolissima vittoria. 
1 commenti

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  1. lamiapalestr_910 - 11 mesi fa

    Sottoscrivo. Aggiungo una considerazione forse banale ma imprescindibile nelle nostre valutazioni settimanali. Il problema alla fine è uno: che siamo obbligati a fare miracoli per compensare un girone d’andata (gestione Mandorlini) suicida. Mi spiego meglio: prendiamo solo le ultime tre partite. Viste da un lato si può concludere che ne abbiamo perse 2 su tre, incassando 8 gol. Quindi verrebbe da dire, un disastro. Ma in realtà per una squadra che ha come obiettivo di fondo quello di lottare per la salvezza, fare 3 punti in tre gare, di cui due in trasferta sui campi di Lazio e Udinese e uno nel derby, è di per se assolutamente normale. Avessimo fatto tre pareggi (uno all’Olimpico e uno oggi e ci fossimo divisi la posta con il sempre ostico Chievo) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Ciò che rende tutto “drammatico” è il fatto che solo risultati fuori dal normale potrebbero salvarci dopo gli 8 punti del girone d’andata. L’ho detto all’inizio. E’ una considerazione banale. Ma dobbiamo ricordarcela per non demoralizzarci ogni volta che da qui alla fine perderemo una partita. L’unica ottica ragionevole, credo, a questo punto, sia quella di non essere ragionevoli. Se deve succedere, succederà. E se deve succedere può succedere a Napoli o Firenze tanto quanto poteva succedere oggi con l’Udinese. Anzi, anche solo per la legge dei grandi numeri, è quasi facile pensare che prima o poi accada veramente. Perché una o due vittorie in trasferta può capitare anche solo per caso prima o poi. L’importante è che a quel punto non diventino vane perché non ci abbiamo creduto più in casa con il Carpi o il Frosinone. In poche parole…su il morale e avanti come sempre contro tutto e tutti.

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