Cinque cose che ho visto in Verona-Frosinone

Cinque cose che ho visto in Verona-Frosinone

Il sentimento della vergogna è l’unica virtù che questo Hellas dovrebbe avere

1) Voi vi dovete vergognare. Tutti. Dal primo all’ultimo, dal Presidente al giardiniere. La vergogna è un sentimento profondo e amaro, un turbamento interiore che ci assale quando ci rendiamo conto di aver agito o parlato in maniera riprovevole o disonorevole. La vergogna è frutto dell’auto-valutazione, quindi avete bisogno di una mano perché ancora non ve ne rendete conto. Per i giapponesi la vergogna è la radice della virtù: un individuo sensibile alla vergogna è in grado di mettere in atto tutte le regole della buona condotta. È evidente che voi siete insensibili ad essa. E che non siete giapponesi. 

 
2) Avete violato l’onore di una squadra, di una città, di una tifoseria. Lo avete fatto con insopportabile sufficienza e superficiale leggerezza. Voi domani andrete via, mentre l’onta rimarrà qui. Ma con voi, sia ben chiaro, porterete il fallimento di cui siete artefici e complici. Bigon, il cosiddetto direttore sportivo, sta definendo i dettagli per il suo passaggio al Bologna, a cui lui stesso si era proposto ancora a gennaio. Oggi, in barba alla decenza, ha dichiarato: “Abbiamo la coscienza pulita per come e quanto si è lavorato”. Il dubbio che permane è dove si spinga l’arroganza e dove si fermi l’intelligenza. Dopo Gardini, Bigon è la testimonianza che tutto è il calcio fuorché meritocratico: due retrocessi in Serie B, due autori materiali del disastro, che rimangono in due squadre di A, uno all’Inter l’altro al Bologna, la città del tortellino.
 
3) Se qualcuno poteva ancora deludermi, questo era sicuramente Gigi Delneri. Prima la mano pesante con Toni, Pazzini e Moras. Poi, per non lasciare alibi a nessuno in caso di sconfitta nello spareggio contro il Frosinone, ripesca Toni, che oggi alza la sua media errori in campionato. Si rivedono Gomez e Jankovic titolari (a pensar male sembra la formazione di Toni), mentre Moras va in panca e gioca solo perché Helander si spacca la testa. La squadra mandata in campo non ha testa né piedi, non c’è un’idea di gioco e dopo due passaggi di costruzione dalla difesa emerge l’unica verità: manca il 99% di qualità necessaria a rimanere in categoria. Oltre al noto Moras, è Pazzini l’unico a cui sembra fregare qualcosa. Delneri purtroppo ha smesso diverse partite fa di crederci, e si è visto. Purtroppo ha pensato più alla politica che al campo, illuso da un rinnovo che non arriverà.
 
4) Confermiamo il tutti-contro-tutti più totale. In società, nello staff tecnico, nello spogliatoio. Il partito di Toni pare avere raggiunto il quorum, mentre quello di Delneri è stato trivellato. Senza Bigon si avvicina il ritorno di Mandorlini in asse con Toni, che però qualche settimana fa ha annunciato a cinque fedelissimi commensali che certamente smetterà di giocare a calcio e valuterà cosa fare a livello dirigenziale. Lì, al balcone di Via Belgio, c’è sempre un sigaro che fuma e assiste al bagno di sangue, ben attento a non sporcarsi con il vile plasma. Lui attende. Il tempo passa, ma lui attende. 
 
5) Noi, e per noi intendo chi tifa Hellas Verona, rimarremo qui. E qualunque cosa accadrà, noi saremo qui. Vada via chi non se la sente, vada via chi considera Verona un campionario di vestiti da piazzare. Vada via chi ha usato Verona unicamente per scopi personali. Carpi e Frosinone hanno dimostrato che pur senza qualità e giocando un calcio da cadetteria, si può quantomeno meritare la Serie A, ma mettendoci il cuore e l’umiltà, cosa che quest’anno noi non abbiamo mai avuto. Forza Verona, resisti, arriveranno tempi migliori, tempi di uomini veri e sentimenti puri.
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