CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-GENOA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-GENOA

Una partita che conferma tutti gli errori commessi fin qua

1) Chi non soffre non ama. Sarà durissima arrivare così al 15 maggio. Siamo retrocessi a gennaio e nemmeno Putin e il Polonio 210 riuscirebbero a sovvertire il verdetto che è di campo e d’ufficio. Però ancora sono qui che faccio calcoli, applico coefficienti di difficoltà alle prossime partire, faccio cose, vedo persone. Rassegnarsi è dura. Questo per dire che, se avessimo vinto oggi, forse… forse quasi nulla. Anche contro il Genoa è arrivato uno stitico pareggino. Anche contro il Genoa il portiere avversario è stato il migliore in campo. Però, questo, non cambia la sostanza: il Verona non sa vincere e imparare da adulti è assai complesso. 

 
2) Il problema non è il “culo”. Il problema alla base di questa squadra, che è rimasto tale anche da quando viene allenata, è che manca terribilmente e inequivocabilmente la qualità. Se non la butti dentro non può essere sempre e solo sfiga. E se vogliamo essere cinici, i portieri prendono i tiri parabili, quelli imparabili no. Facciamo, brighiamo, finalmente corriamo, talvolta tiriamo, ma manca la base. Rifiuto però con altrettanta fermezza il giochino che mi pare si stia diffondendo a Verona: zero vittorie prima, zero vittorie con Delneri, ergo non è cambiato nulla. Questo è scorretto e falso: prima perdevamo e non vincevamo perché facevamo pena e non giocavamo a calcio. Oggi perdiamo e non vinciamo perché, nonostante il gioco, manca una base qualitativa: siamo clamorosamente inadeguati.   
 
3) Oggi l’Hellas è una squadra oggettivamente guardabile. Oggi il Verona ha una difesa degna di questo nome: vederla salire, muoversi in armonia (non sempre), ti riappacifica un po’ con il mondo del calcio. Ci sono alcuni equivoci, come quello di Sala, che mai sarà un terzino e a cui ogni colpa va indultata perché per me è fuori posizione: il suo talento lo esprimeva saltando l’uomo, sovrapponendosi, tagliando in campo, inserendosi, arrivando al tiro. Da terzino non può fare nulla di ciò: gioca impacciato ed elementare, con la paura di sbagliare. Se oggi ha ancora mercato è perché le sue qualità sono superiori a quanto sta dimostrando. Delneri oggi ha ciccato il modulo, ma avuto il merito di capirlo (non prestissimo) e di alzare Ionita, mossa che ha messo fine al gioco del Genoa che fino a quel momento aveva sempre messo in mezzo i nostri.
 
4) Moras. Ora che lui e i suoi compagni sono cresciuti dal punto di vista tattico, credo che il greco sia arrivato all’apice del suo rendimento. È solido, cinico, intelligente e soprattutto ha il cuore gialloblu. Se la società vuole venderlo per un paio di arachidi lo faccia pure, ma non si faccia passare la balla telecomandata che è lui a voler andar via o a non accettare un ridimensionamento economico: non mettetelo in condizione di andar via, non lo merita. Vendetelo a basta, non infangate la sua persona e la sua storia. Ma io, ovviamente, spero rimanga. 
 
5) Abbiamo un grosso problema sui calci da fermo. Quando non c’è Viviani non siamo in grado di tirare un calcio di punizione o un corner. Hallfredsson ha il piede in ferie, Greco non ci prova nemmeno. Oggi abbiamo buttato via una punizione che con Viviani potevi anche evitare di tirare e potevi, altresì, portare la palla direttamente a centrocampo. Ps. non era mai rigore su Cerci. 
 
5 bis) Mercato. Manca una settimana al gong. Ancora da Frosinone sappiamo che Rafael non avrebbe più giocato una partita e ci siamo ridotti a schierare Coppola, che non giocava una partita in Serie A da due anni e otto mesi: più o meno era rimasto al difensore che faceva il rinvio al posto del portiere. Fallita la scellerata operazione Matuzalem, oggi Emanuelson è rimasto in panca (per dire). E il nome caldo è un altro svincolato da giugno, Ledesma. A questo punto io farei un tentativo per Garella e Fanna, che hanno la stessa forma fisica di questi tre ma infinita classe in più. E, per favore, non ripetiamo come pappagalli “a Verona non vuol venire nessuno”. Sei hai un ds testicolizzato, che sa dare motivazioni, ha contatti, garantisce un utilizzo costante in concerto con il mister, i giocatori arrivano, danno il massimo e si mettono in mostra. Anche perché il Verona oggi ha un gioco, non è imbarazzante, non vieni a perdere valore. Nemmeno se retrocedi.
 
5 tris) Ok, mi sto allargando. Ma solo un’ultima cosa: si è già acceso il dibattito sul confermare o meno Delneri anche per l’eventuale B. Dibattito futile: se, come detto da Setti, verranno riconfermati gli autori del disastro, quelli che hanno costruito questa cosa inadeguata, che senso ha parlare dell’allenatore in B, categoria in cui per fare le squadre servono talento e attributi?
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