Cinque cose che ho visto in Verona-Juventus

Cinque cose che ho visto in Verona-Juventus

La grande emozione per l’addio al calcio di Luca Toni: saluta un campione sensazionale

1) C’è stato e ci sarà tempo per parlare delle criticità dell’ultima stagione di Luca Toni. Adesso è il tempo del silenzio e della riconoscenza. Del rispetto per la carriera di uno dei più grandi di sempre e anche per le emozioni, variegate, dei tanti tifosi del Verona che in qualche modo, questa sera, si sentono orfani. Perché è vero che passano e passeranno tutti, ma uno come Toni qui si vede più o meno una volta ogni trent’anni, è uno di quelli che lascia il solco. Luca va via ma di Luca rimangono i gol, il carisma e l’essere protagonista solo in campo. Rimane l’insegnamento eterno che se vogliamo possiamo fare grandi cose anche quando siamo circondati da sorrisini sarcastici, quando ci giudicano troppo vecchi, troppo giovani, troppo troppo. Grazie Luca, anche che il gol del 3-1 contro il Sassuolo: quello non lo dimenticherò mai.
2) Juventus rimaneggiata, Juventus in vacanza, Juventus sazia. Quello che volete. Ma sempre Juventus. Oh, ma che Verona è stato? Quanto è confermato il teorema “Carpi-Frosinone”? Novanta minuti di corsa, cuore e intensità. Ti salvavi, certo che ti salvavi, anche con questa squadra quasi priva di qualità. Sarebbe bastato crederci, essere più umili, ma soprattutto sarebbe servita una società solida con uomini di campo. Questa sera ho visto il pallone tra i piedi di Rugani e i quattro di difesa del Verona all’altezza del centrocampo con gli attaccanti della Juventus che dovevano preoccuparsi di marcarli. Che serata!

3) Questa rimarrà la stagione delle miserie. Luca Toni che dà l’addio al calcio e il titoli sono tutti per lo scazzo, confermatissimo, con Delneri. Dispiace anche per la conferenza stampa di addio priva di media nazionali (eccetto Sky), Luca avrebbe meritato ben altro. Dispiace per Delneri che gli risponde predicando omertà e ricordandogli che se sarà l’ultima o se invece dovrà giocare a Palermo lo deciderà lui. Dispiace per Gardini, regista di questo “disaster movie”, che scappa a febbraio. Dispiace per il presidente assente e condizionato da condizionatori condizionati. C’è modo e modo di retrocedere. Il Frosinone, per esempio, è retrocesso. Con grande, estrema dignità. Senza una sensazione di smobilitazione generale. Tifosi in piedi ad applaudire e incitare la squadra. Come un qualcosa di normale, che può accadere dopo aver combattuto, però, su ogni pallone fino alla penultima giornata.

4) Manca un partita, per noi insignificante, per Carpi e per la nostra avversaria, il Palermo, determinante. Poi questo supplizio sarà finito. Sarà tempo poi per fare chiarezza? Qualcuno ci parlerà del futuro in termini societari e tecnici? Abbiamo il diritto di conoscere la situazione finanziaria del Verona e del Presidente? Possiamo sapere se, ottenuto il via libera, partiranno i lavori per il centro tecnico dell’Hellas Verona? Io credo di sì, credo che questa chiarezza la meritiamo. Il Presidente Setti farebbe bene a togliersi di torno le vocine che continuano a fargli vedere nemici laddove non ci sono. Ammettere verità difficili, ammettere gli errori, togliersi quella faccia da “sono perfetto non sbaglio mai – detta – come – va – detta” non è debolezza, è l’estremo gesto d’amore per la sua squadra e per quella che si è dimostrata, nei fatti, la sua città. Che gli deve tanto ma a cui lui deve molto.
5) La cosa positiva, oltre ad aver castigato la Juventus che cosa buona e giusta oggi e sempre, è che per la prossima stagione avremmo già alcuni reparti pronti. Parlo della difesa, per esempio. Helander (forse l’unico acquisto azzeccato), Moras, Bianchetti, Pisano, Albertazzi. Con l’inserimento di qualche giovane e di un buon terzino di ruolo sinistro io non la vedo male.
5 bis) Pianto no. Però al momento del cambio e durante il giro di campo, con lo stadio in piedi, lui con gli occhi lucidi e tristi… a volte sono cinico e spietato, ma sono un romantico e questa è stata una gran bella storia da raccontare ai nostri bambini. Perché io ho visto giocare Luca Toni e ho visto bambini amare il calcio perché c’era Luca Toni. Ciao Luca, buona vita.
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy