CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-SAMPDORIA

CINQUE COSE CHE HO VISTO IN VERONA-SAMPDORIA

L’Hellas gioca la partita del disastro perfetto: la B come inevitabile destino

1) La verità è che alla fine è giusto così. Perché avremmo dovuto salvarci? “Solo” perché amiamo il Verona? Immagino che anche i doriani amino la Samp e i palermitani i rosanero, perché dovrebbe toccare a loro e non a noi? Cosa è stato fatto per evitare una fine ormai inevitabile: errori gestionali preannunciati, errori sportivi preannunciati, errori medici preannunciati, errori tattici ed errori tecnici, anch’essi di facile diagnosi prenatale. Se ci fossimo salvati (se ci salvassimo) sarebbe stata (sarebbe) una grande gioia per noi tifosi, certo, ma un’ingiustizia per chi ha sempre fatto le cose per bene: gli errori, ancor più quelli dilettantistici e macroscopici, vanno pagati, sempre, altrimenti non ha senso impegnarsi nella vita e nel lavoro.

 
2) Il Verona oggi avrebbe dovuto giocarsi la vita, la Samp avrebbe potuto anche tornare a casa con un punto, senza strafare. E invece doriani spregiudicati e martellanti, gialloblù in versione big-match dell’oratorio: è evidente che Udine non è stato un caso. Il Verona è andato sotto in modo imbarazzante in ogni parte del rettangolo, ma a centrocampo abbiamo assistito ad una spietata esecuzione: Marrone e Ionita costretti a coprire sulle incursioni di Silvestri e Ranocchia (non ho sbagliato, proprio loro) più che a costruire o pressare. Robe da matti. Ma la scelta davvero incomprensibile è stata confermare Fares terzino sinistro: in panca ne hai uno (diciamo) di ruolo (quantomeno difensivo), come Albertazzi e un altro (Gilberto) di spinta: sposti Pisano e hai due uomini di ruolo. Invece no. Continui a mandare al massacro un attaccante di grande qualità contro una formazione che fa salire costantemente non uno ma due esterni che con Fares giocano allo schiaffo sul coppino. La colpa non è del ragazzo: lui non sa difendere. La colpa, questa volta, è tutta di Delneri.
 
3) Capitan Toni. Ho per lui un’ammirazione che talvolta mi ha fatto dubitare della mia eterosessualità. Ma è la prova vivente che quando è arrivato il momento di smettere, devi farlo. Ovvio, parlo con l’odiatissimo senno del poi. Ci sta che non sia più tornato lo stesso dopo l’infortunio, ci sta che sbagli tre-quattro gol a partita. Ma che se la prenda con i compagni e li accusi di aver sbagliato a favore di telecamera, che rimproveri loro di avergliela passata o di non avergliela passata (sia chiaro che lui la chiama sempre, sempre), è meschino. Wszołek è la sua vittima preferita, è il suo pupazzo antistress: qualsiasi cosa faccia, per Toni è sbagliata. Ora basta però.
 
4) Oggi ha parlato il cosiddetto direttore sportivo Bigon. La cosa migliore che gli è capitata stasera è stata che su Telenuovo, mentre parlava, è andata via la voce. E anche con il labiale è stato comunque inascoltabile. Le cose che ha detto non meritano nemmeno una digitazione sulla mia tastiera. Con il massimo rispetto dovuto all’uomo, gli chiedo di andare via a fine campionato, di dimettersi e di non rimanere a Verona: con il suo contratto è evidente che Setti lo terrà piuttosto che pagargli lo stipendio e prendere un altro diesse. 
 
5) Sono felice per Lazaros. È un bravo ragazzo, simpatico e molto intelligente. Se fosse anche bello sarebbe troppo. Ha fatto un gol semplicemente bellissimo, da applausi. E ha esultato anche se ancora di proprietà del Verona (bravo! Questo è il calcio). Lui fa parte dei trasparenti. Ovvero di quelli che, secondo  Setti, non sono mai esistiti, visto che sostiene ancora che il Verona non si sia indebolito. Però manca il suo gol, quello di Saviola, quello di Obbadi, quello di Valoti, i cinque di Nico Lopez e anche i tre di un Tachtsidis che non ho mai amato. Ma vuoi vedere che, alla fine, chi non ha capito nulla non eravamo noi?
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