Come la marcia ben la squadra del Verona

Come la marcia ben la squadra del Verona

L’Hellas non è spumeggiante come in avvio di stagione, ma vince e raccoglie punti

“Come la marcia bèn la squadra del Verona”, recita un vecchio peana curvaiolo. Dopo dodici partite Pecchia e i suoi se ne stanno in vetta alla classifica con 27 punti, a +5 sulla sorprendente terribile coppia formata da Cittadella e Virtus Entella, +6 sull’ambizioso Frosinone, e addirittura + 8 su Perugia e Carpi, quest’ultimo malamente scivolato in casa contro l’Ascoli. L’Hellas vanta il miglior attacco con ben 27 reti marcate, e la terza miglior difesa con 9 reti subite (a pari del Benevento), inferiore solo a Pisa (6) e Spezia (7) cui sabato faremo visita al Picco.

Anche se non ha più il significato di un tempo, ma è pur sempre un valido indicatore di equilibrio, i gialloblù stanno a +3 in media inglese, unica squadra in segno positivo. A tutto ciò aggiungiamo che Pazzini è il capocannoniere del campionato con 11 centri. Anche ieri contro il Trapani, il Verona ha avuto il 65% del possesso palla, contro il 35% dei siciliani, una supremazia territoriale di 13’53”, contro 5’59”, e un indice di pericolosità pari al 58% contro il 20,7% della squadra di Cosmi. Insomma, i numeri non mentono. Eppure non dicono tutto, ma nascondono qualcosa che non può essere sintetizzato dalla cinica freddura della calcolatrice. Nelle ultime quattro partite il Verona ha perso un po’ di smalto e brillantezza. Dopo un avvio di stagione al fulmicotone, la squadra ha rallentato un po’ la propria corsa. D’altronde qualche segnale di lieve affaticamento ci può stare. Va detto anche che gli avversari, quale contromisura, si coprono e chiudono gli spazi concedendo molto poco.

Logico quindi che l’Hellas fatichi un po’ di più, non diciamo ad imporre il proprio gioco, ma a girare su alte frequenze e sbloccarsi. Ad Ascoli, come ha onestamente ammesso lo stesso Pecchia, la squadra ha mostrato per almeno un tempo il suo peggior profilo, fatto di una manovra sterile e farraginosa. Poi, trovato il gol con il solito Pazzini e sfruttando la superiorità numerica, ha dilagato. Stesso copione nella prima mezz’ora contro la Pro Vercelli, quando ha stentato parecchio prima di far breccia nell’argine messo in piedi da Longo. A Pisa, contro una formazione  ben messa in campo e molto aggressiva, non si è usciti dall’impasse. Per carità, quello dell’Arena Garibaldi è un buon punto, ci mancherebbe, ma lo spettacolo offerto nel secondo tempo non rimane certo qualcosa da immortalare su Youtube.

Anche ieri contro il Trapani, squadra che per quello che si è visto non riusciamo a comprendere che diavolo ci faccia all’ultimo posto della classifica,  il Verona ha dovuto masticare pane duro a bocconi prima di sbloccare la gara grazie ad una botta di Siligardi finita nel sacco  con la gentile complicità dei guantoni afflosciati di Guerrieri. Poi nella ripresa, il raddoppio di Valoti, peraltro bellissimo, ha chiuso ogni discorso. Direte voi, ma allora di che parliamo? Qui sta il punto. Anche se non brillantissimo, l’Hellas in queste ultime quattro partite ha messo insieme tre vittorie e un pareggio, che in totale valgono 10 punti. A differenza delle altre, la Pecchia Band continua a suonarle a tutti anche nei giorni in cui i suoi strumentisti appaiono un po’ appannati.

La diversità sta nella forza e nella qualità di un’orchestra, in grado di esprimere il proprio talento su note e accordi decisamente troppo raffinati per le bande di paese che abitualmente compongono la colonna sonora della serie B. Lo spessore dell’organico a disposizione di Pecchia, è il vero valore aggiunto che spiega come possono girare certe partite, anche quando la squadra non è in gran vena. Bravo Fabio Pecchia a utilizzare a rotazione i suoi interpreti. Il campionato è ancora molto lungo, e verranno momenti difficili. Tuttavia, se questo Verona, pur non essendo nel suo momento migliore,  macina punti mantenendo  una linea di confine rassicurante tra sé e il gruppo inseguitore, viene da chiedersi cosa mai riuscirà a fare quando ritroverà brillantezza di condizione. Ma si dai, hanno ragione quelli della curva… ‘Sta squadra del Verona la marcia proprio bèn…!

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