Dalla giungla alla Boscaglia. Applausi a Toni, ma quanta tristezza

Dalla giungla alla Boscaglia. Applausi a Toni, ma quanta tristezza

Ultima al Bentegodi, poco dolce tanto amara

Dalle tenebre della fitta e fatale giungla in cui si è cacciato il Verona in questa sciagurata stagione, si passa alla “boscaglia”, che, quantomeno, un po’ di luce la lascia intravedere.

Battute a parte, l’allenatore del Brescia è, al momento, la prima scelta del Verona. Da qui a dire che sarà lui a guidare l’Hellas in B ancora ne passa, ma pare che lo stesso Setti abbia dato il suo placet a Bigon per il tecnico siciliano.

Domani andremo a vedere il Verona-Juventus più inutile della storia. Loro vorranno vincere, è chiaro. Basta non lo facciano all’ultimo su rigore.

Stadio pieno, tanti juventini a celebrare lo squadrone schiaccia-tutti. Solito agglomerato di bianconeri del Nord.

Certo, i nostri non mancheranno, a sovrastare come sempre gli apolidi sostenitori della vecchia Signora cui spereranno di dedicare il coro finale.

Ah già, almeno c’è Luca Toni da salutare. Da ringraziare per la fucina di straordinarie reti servite a salvare il Verona per due stagioni. Un saluto amaro, in verità, perché i meritati applausi arriveranno da tante mani piene di vesciche, da tanta gente che quest’anno, con o senza Toni, ha visto il suo Verona morire lentamente e che così tanto male non pensava proprio.

Una vera giungla, “cazo”.

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