Dove sta la verità?

Dove sta la verità?

Troppe parole attorno al Verona. Che, intanto, è colato a picco senza alibi

E pensare che c’è chi, con innata eleganza, ha parlato di “cervelli scollegati”, per riferirsi alle voci critiche delle persone che evidenziavano come questo Verona fosse stato costruito male e realizzato peggio.

Amen, ce ne faremo una ragione, alla stessa maniera della rumorosa cricca che se la prendeva, a fine partita con il Carpi, nei confronti di qualcuno che, a parer loro (siamo in un paese libero), aveva messo in risalto le carenze gestionali del precedente allenatore del Verona.

Punto e a capo, rimangono da valutare le domande sulla verità. Non con la “V” maiuscola, dato che non si parla della fu moscovita “Pravda”, bensì quella basata su domande che perfino i detrattori più grulli riterranno ineccepibili.

A novembre il proprietario del Verona disse che questa era stata la sua miglior stagione per com’era stata preparata e programmata. A gennaio ebbe a sottolineare che sì, un errore c’era stato, ossia cacciare in ritardo il precedente allenatore, né più né meno quello a cui aveva rinnovato per due anni il contratto a giugno, naturalmente a furor di popolo (ma neanche tanto, a guardar bene).

A settembre il direttore sportivo – attenzione: lo scrivente lo considera uomo corretto e perbene, catapultato però in una realtà in subbuglio – parlò di una rosa “clamorosamente adeguata” al raggiungimento dell’obiettivo. La salvezza, già. I numeri testimoniano il contrario, al netto dei tanti guai occorsi al Verona in questi mesi.

Dichiarazioni distinte. Il proprietario, nel mese di gennaio, ha affermato a mezzo stampa e poi in un incontro riservato con parte selezionata della tifoseria, che in caso di retrocessione l’Hellas, a fronte di un “paracadute” cospicuo, all’epoca da definire, sarebbe stato allestito per tornare subito in A.

Il direttore sportivo ha fatto notare che lo stesso “paracadute”, pari a 25 milioni di euro, servirà soltanto a coprire le spese del monte ingaggi e a impostare una buona stagione in B.

Il capitano, dopo la nefandezza con il Carpi, ha sostenuto che il Verona andrà giù perché ci sono alcuni giocatori non all’altezza della categoria. Ma la rosa non doveva essere “clamorosamente adeguata” all’obiettivo?

Troppe domande, troppe risposte non date. Giusto per svagarsi, forse arriveranno presto. Ce le darà, mal che vada, il proprietario, al prossimo passaggio a Peschiera, per “caricare” una squadra che si è sgonfiata come un pallone bucato.

Che noia arrendersi.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy