E il Verona canta sotto la pioggia

E il Verona canta sotto la pioggia

La vittoria dell’Hellas con l’Entella messa in musica

Nel rivivere le fasi del primo tempo di ieri sotto il diluvio di Chiavari, nel nostro ipotetico Gol Deejay vediamo scorrere le immagini accompagnate dalla musica dei Cult, gruppo post punk appartenente alla new wave inglese di metà anni ottanta fondato nel 1983 dal vocalist Ian Astbury e dal chitarrista Billy Duffy. Il sound  prescelto non può che essere quello di Rain, il loro brano più celebre pubblicato nel 1985 nell’albumRevolution che consacrò il successo della band britannica.  Pezzo penetrante, note avvolgenti, ritmo aggressivo ed incessante che calza a meraviglia con il Verona ammirato nei primi 45 minuti di ieri. Un monologo che a nostro avviso poteva andare anche oltre il 2-0 impartito dall’uno-due firmato da Bessa e Pisano.
Un Verona decisamente rock, che si è espresso su alte frequenze e toni elevati attraverso  Il battito delle percussioni e il riff di chitarre in un’armonica ed omogenea dimostrazione di forza e compattezza. Una bellezza insomma, sotto i capricci di un cielo inclemente. Nel secondo tempo la squadra di Pecchia, ha deposto le chitarre del rock gotico dei Cult, mettendosi a strimpellare al pianoforte cadenze decisamente più basse con l’intenzione di mettere tre punti d’oro in cassetta di sicurezza. È venuta fuori la classica melodia italica un po’ sdolcinata e smelensa. D’altronde, se l’obiettivo era addormentare la partita non poteva essere altrimenti. Diciamo allora che una nenia alla vaccinara come Sotto la Pioggia di Antonello Venditti andrebbe benissimo. Vero che il rigore realizzato da Ciccio Caputo ha ravvivato la contesa, vero pure che il Verona è andato  in sofferenza; vero anche che in definitiva grossi pericoli dalle parti di Nicolas non ne ha corsi. Ieri i tre punti erano vitali. Quindi anche la ballata di abbacchio val bene una messa.
Arrivati a questo punto prendiamo tutto, anche ciò che meno ci aggrada se serve. È servito eccome. Siamo a 180 minuti dal traguardo di una corsa infinita. Chiudiamo con una dedica alle stoiche ugole gialloblù che non hanno smesso di cantare un secondo sotto la pioggia battente. 800 reincarnazioni di Gene Kelly venute a ballare Singing in The Rain in Riviera di Levante. Uno spettacolo di fradicia allegria e sana passione. Chissà se Il Grande Fratello dell’Osservatorio del Ministero degli Interni avrà apprezzato.
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