E’ un Fusco da Vita Spericolata, ha preso Cassano due volte

E’ un Fusco da Vita Spericolata, ha preso Cassano due volte

Il ds del Verona decisivo nel far tornare sui suoi passi il fantasista che voleva lasciare il calcio

“Voglio una vita di quelle che non dormi mai!”. Certo la scommessa di Filippo Fusco di puntare su Antonio Cassano è stata da Vita Spericolata. Oggi si è celebrato il primo (e si spera l’ultimo, almeno in questi termini) atto del Cassano show in gialloblù, che ha tolto qualche annetto di vita al ds, a Pecchia, a Setti e all’enturage dell’Hellas. Ma forse non il sonno di stanotte, dato che ci giungono notizie di un Cassano rasserenato dopo la conferenza stampa.

“Se mi sono ricreduto sulla scelta di lasciare il calcio oggi, lo devo a questo signore qui” sono state le prime parole di Fantantonio indicando Fusco che, come un angelo custode, gli è stato appresso minuto per minuto in questa folle giornata, che ha visto il crollo del campione di Bari sotto i colpi del duro lavoro a cui non era più abituato e della nostalgia di casa. Dopo l’ingaggio lampo di 9 giorni fa, il direttore sportivo ha, di fatto, acquistato Cassano per la seconda volta.

Il colpo di genio è stato far arrivare Carolina, la moglie di Cassano, in barba ai rigidi regolamenti del ritiro. Fusco ha saputo toccare i tasti giusti, quelli del cuore. Era l’unica via per non veder compiuta la tragicommedia che si stava consumando a Primiero, con grande delusione, amarezza e forse rabbia del popolo gialloblù, che invece, in larga parte, ha poi capito Cassano ed è felice del lieto fine.

Filippo Fusco, assieme a Pecchia, mostra dunque di essere un fine psicologo, oltre che amico sincero. Il campione barese di questo ha soprattutto bisogno nel momento in cui mostra al mondo tutta la sua fragilità. “L’è mato”, dicono con affetto molti tifosi, che ora sperano di vederlo in campo con l’entusiasmo e la determinazione che ha promesso di avere. Se Verona lo accetterà così com’è, se si sentirà a casa sua come per molti calciatori è stato, ne vedremo delle belle in campo. Certo spetta a lui far ricredere gli scettici, che forse da oggi saranno qualcuno in più.

Ben venga, infine, qualche cassanata. Lungi da noi fare processi o esigere delle scuse. Noi aspettiamo il rettangolo verde. E poi, visto il lieto fine, oggi è stato tutto molto: molto divertente, molto imbarazzante, molto umano, e, per i più romantici, anche un po’ commovente.

Punto e a capo, Antonio ora spetta a te.

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