Fiorentina-Verona, prime indicazioni del Verona di Grosso

Fiorentina-Verona, prime indicazioni del Verona di Grosso

L’analisi tecnica di Michele Tossani

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Prima amichevole di un certo spessore per il Verona e prime indicazioni tattiche. Pur essendo ancora presto (e col mercato ancora aperto) per delineare il volto definitivo dei gialloblù, la partita disputata a Moena contro la Fiorentina (sconfitta 2-1 per gli uomini di Fabio Grosso) ha lasciato intravedere qualcosa del progetto tecnico che l’ex allenatore del Bari sembra intenzionato a varare.

Dal punto di vista tattico Grosso ha insistito sul 4-3-3. A sinistra la catena laterale era composta inizialmente da Crescenzi, Laribi e Cissé, mentre a destra operavano Almici, Gustafson e Matos. Fossati era il play basso davanti alla difesa.

In generale, il Verona ha cercato di costruire dal basso quando in possesso palla, ricorrendo però al lancio lungo verso Pazzini quando il pressing offensivo viola impediva alla squadra di Grosso una più elaborata fase di costruzione. La ricerca immediata del proprio centravanti per poi andare a cercare la seconda palla nella metà campo offensiva è una soluzione interessante a disposizione del Verona per il prossimo campionato, da utilizzare quando appunto, come capitato spesso contro la Fiorentina, la manovra ragionata da dietro dovesse incontrare delle difficoltà.

Come tipico delle squadre di Grosso, un ruolo importante lo hanno avuto gli esterni, difensivi e offensivi. A sinistra Cissé veniva spesso dentro il campo per giocare con Laribi e Pazzini, lasciando campo alle avanzate di Crescenzi, mentre a destra Matos tendeva ad occupare una posizione più esterna per dare ampiezza. Proprio i movimenti coordinati delle catene esterne, ancora da oliare, saranno risultati fondamentali per sviluppare il 4-3-3 del neotecnico gialloblù. La ricerca dell’ampiezza e l’occupazione degli half-spaces sono infanti tratti caratteristici della fase offensiva del calcio di Grosso. Qualche buona combinazione si è già vista.

Da rivedere invece la fase difensiva. Crescenzi è parso più a suo agio in fase di spinta che in non possesso palla, con Souprayen (impiegato da centrale di sinistra) che spesso è dovuto scivolare esternamente al posto o in aiuto del compagno. Da dire che l’ex pescarese era accoppiato con Federico Chiesa, un avversario non semplice da affrontare.

Anche la pressione offensiva non è sembrata ancora eseguita con i tempi giusti ma sarebbe strano il contrario trattandosi della metà di luglio. Interessante l’idea di Grosso di cercare di tenere la linea difensiva alta: i difensori devono comunque migliorare la capacità di lettura delle situazioni di palla coperta/scoperta con la Fiorentina che inizialmente ha avuto qualche opportunità di troppo per bucare verticalmente la retroguardia dell’Hellas.

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