Gavillucci e quel ritorno al passato. Benedetto sia il Var

Gavillucci e quel ritorno al passato. Benedetto sia il Var

Arbitro scadente in Verona-Inter, è sembrato di tornare alle direzioni “contro” le provinciali

A stonare, ieri in Verona-Inter, oltre al risultato finale che fa rabbia per come l’Hellas ha giocato, c’è stata la direzione di Claudio Gavillucci di Latina. Una condotta arbitrale, la sua, che ci ha fatto tornare all’indietro di parecchi anni, quando le “provinciali” come il Verona venivano maltrattate con decisioni nettamente a beneficio di avversari di rango superiore, che dovevano far punti. Nel dubbio, quindi, il fischio era molto spesso a sfavore delle “piccole”. Una consuetudine penosamente italiana, che, va detto, negli ultimi anni seppur non sparita si è fatta meno frequente, a vantaggio del gioco del pallone.

Salvando la buona fede di Gavillucci, il direttore di gara è stato però quantomeno non all’altezza. Lui per primo deve ringraziare il Var.

Il rigore non assegnato subito per l’entrata di Handanovic su Cerci e l’attesa di tre minuti prima di prendere una decisione sono stati episodi ridicoli e grotteschi.

Gagliardini, poi, ha menato a più non posso, ma il giallo lo ha visto solo al 51′ dopo un’entrata da tergo su Romulo. Clamorosa, infine, l’ammonizione a Lee e la mancata punizione dal limite del lato corto dell’area da assegnare al Verona allo scadere di gara. Il fallo di Skriniar c’era tutto. Sbalorditivo.

Non sono qui a dire che si è perso per colpa del fischietto di Latina. Di certo, però, la Serie A non ha bisogno di ritorni al passato e di arbitri incompetenti. Benedetto sia il Var, e lo ringrazi pure lei signor Gavillucci, perchè le ha risparmiato una figuraccia quantomeno sul rigore. Sul resto, si aggiorni.

 

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