Il Verona ringrazi il Latina. Cronaca di una lezione necessaria

Il Verona ringrazi il Latina. Cronaca di una lezione necessaria

Una sconfitta che deve far riflettere. Tra mercato e atteggiamento, per la A serve altro

Meglio che il Verona ringrazi il Latina. Mai sconfitta è stata più appropriata e salutare. Se ne saprà di più nelle prossime settimane, a cominciare dalla partita di domenica con la Salernitana, ma intanto, dal 2-0 subito ieri dall’Hellas, sono arrivate indicazioni che suonano come una lezione da mandare a memoria.

I gialloblù non hanno compreso a sufficienza quel che non è andato tra novembre e dicembre. Prevedibili, distratti, pieni di sufficienza nell’atteggiamento. Se è vero che il signor Abbattista ha negato un rigore netto all’Hellas, nondimeno è innegabile che per un tempo intero il Verona è stato un turista allo stadio Francioni. Fabio Pecchia ha tirato in ballo il vento e non se ne sentiva il bisogno. Non si regalano 45′ a nessuno. Ieri non soltanto il Latina avrebbe superato il pallido avversario che aveva di fronte. La leggendaria “Agnus Dei qui tollis peccata mundi” del don Bortolon tratteggiato da Roberto Puliero dalla metà degli anni ’80 in poi non avrebbe certo sfigurato davanti a cotanto (si fa per dire) Hellas.

Così non si va in Serie A. Perché le altre risalgono, e non ci si fermi a guardare il Frosinone beffato a Chiavari dall’Entella. La Spal ha il profilo della sorpresa in stile Crotone o Carpi. Ha preso un attaccante come Sergio Floccari, che per la B è uno da dieci gol, almeno, in un girone. Uno l’ha già segnato. Il Cittadella è risalito e ha rimesso parecchia benzina nel serbatoio.

Il Verona ha deciso di non fare mercato, se non limitatamente. Salutato Maresca, ha ingaggiato Bruno Zuculini. Ma Cherubin non è recuperabile, Albertazzi è un’incognita dopo cinque mesi out, gli esterni d’attacco continuano a non convincere e, in totale, hanno siglato 5 reti finora. Troppo poco per una squadra d’attacco come l’Hellas. Giampaolo Pazzini non può “cantare e portare la croce”, per utilizzare una frase vecchio stampo che non ha perso d’efficacia quanto a potere immaginifico.

Grazie Latina, dunque. Perché ha chiarito che questo Verona si deve svegliare e farlo alla svelta. L’analisi non si può fermare alle necessità in rosa. Che però, innegabilmente, ci sono: Bianchetti sarà squalificato e salterà la Salernitana, e buon per Pecchia che Caracciolo sia ormai recuperato, altrimenti gli toccherebbe inventarsi una coppia centrale Pisano-Boldor. Eloquente.

La B si vince a primavera, non in autunno. Chi non ha testa deve avere gambe. Il Latina ha fatto capire che l’Hellas ha ripreso senza l’una e senza le altre. Meglio così: si evitano equivoci. E gli equivoci, si sa, fanno danni.

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