Hellas, il Frosinone è un tabù da sfatare

Hellas, il Frosinone è un tabù da sfatare

Il Verona vince e convince. E ora deve battere un fantasma del passato

Il Verona va. A Ferrara ha impressionato dando prova di qualità (le conoscevamo), personalità, e cattiveria (lieta novella). La classifica sorride: dieci punti e secondo posto solitario a cinque lunghezze dal Cittadella dei miracoli, non è poco.  Vero che la squadra continua a prendere gol (6); altrettanto vero che ne fa a  grappoli (11, secondo attacco dietro al Cittadella, 13). Trovata la quadra serve ora continuità. Il calendario presenta subito l’occasione contro un avversario di rango: nel posticipo di cartello di domenica pomeriggio, al Bentegodi arriva il Frosinone del presidentissimo Maurizio Stirpe, pezzo grosso di Confindustria che in quanto ad ambizioni calcistiche vorrebbe emulare in Ciociaria le gesta del suo collega Giorgio Squinzi tra i laterizi di Sassuolo.

Il Frosinone, insieme a Carpi e Verona,  è reduce dalla retrocessione dalla massima serie. A differenza dell’Hellas, lo ha fatto meritandosi l’onore delle armi, lottando fino all’ultima giornata. Alla vigilia di questo campionato, le tre retrocesse erano date da tutti gli addetti ai lavori come le principali candidate alla risalita. Il Frosinone di Pasquale Marino sta due lunghezze dietro al Verona, il Carpi di Castori più staccato a quattro, ma entrambe in piena corsa promozione. Parlare di scontro diretto con i ciociari alla sesta giornata di un campionato che finirà a maggio, forse è un po’ prematuro. Mettiamola allora sulla metafora ciclistica: la partita di domenica ha il sapore del primo arrivo appenninico in salita al Giro d’Italia. Alpi e Dolomiti arriveranno più avanti. La tappa non è certo decisiva, ma può certamente fornire utili indicazioni. Adriano De Zan avrebbe detto: “signore e signori buongiorno da Campitello Matese. Non sappiamo chi vincerà il Giro, ma oggi scopriremo chi non potrà vincerlo”.

I precedenti  non sono per noi incoraggianti. Su due partite giocate al Bentegodi, non abbiamo mai vinto. Correva l’anno 2007 e il Verona di Ventura lottava con i denti nel disperato tentativo di salvarsi dal naufragio della discesa in serie C. Sabato 12 maggio col Frosinone fu un partita ricca di colpi di scena: in vantaggio dopo dieci minuti grazie a una rete di Da Silva, i gialloblù subirono la rimonta ospite firmata da Di Nardo e  Margiotta. Nella ripresa fu Iunco a ristabilire la parità.  Gli ospiti finirono in dieci, ma il Verona non trovò più la forza per passare. Purtroppo, come ben sappiamo, quel pareggio servì a poco.  Lo scorso anno andò ancor peggio: l’Hellas già con un piede e mezzo in serie B, subì una sconfitta che ebbe il peso della mazzata finale sui suoi amari destini. Fu la partita specchio della disgraziata stagione gialloblù: noi a fare la partita, gli altri ad aspettarci e ad infilarci: sotto di una rete (gol di Russo), Bianchetti nella ripresa acciuffò il pareggio. Quando sembrava essere finita, Frara inferse il morso fatale nei minuti di recupero sancendo la nostra condanna.

Brutti e tristi ricordi. Alla luce di questo, sarebbe ora di mettere le cose un po’ a posto. Domenica il Frosinone torna sul luogo del delitto. Quale miglior occasione per sfatare un tabù e  prenderci una bella e sana vendetta sportiva…?

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy