I gol per la felicità, non può piovere per sempre (perfino a Venezia ha smesso)

I gol per la felicità, non può piovere per sempre (perfino a Venezia ha smesso)

Il Verona sa giocare ma segna col contagocce: l’attacco è in cerca di se stesso

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Tra il va tutto male e tutto si sistemerà c’è una via di mezzo che si avvicina maggiormente alla verità. Il Verona si è “guadagnato” critiche e dileggi per la mancata vittoria a Venezia. Un tempo tornare a tornare a casa non sconfitti dava quantomeno un senso di serenità. Che è giusto non perdere perché ieri non si è vinto. Laribi poteva chiuderla al 45’. Idem Ragusa nella ripresa. Se Di Carmine non avesse centrato il palo, infine, si sarebbe parlato di un Verona cinico quanto basta per portare a casa una vittoria sofferta in mezzo alla bufera. Resta la rabbia perché questo non è accaduto. Restano le reti dei centrocampisti che permettono al Verona di trovarsi secondo, mancano quelle degli attaccanti per svoltare.

44 tiri di cui 15 nello specchio della porta nelle ultime tre partite. Un solo gol. Sta tutto qui. Se tiri 44 volte vuol dire che giochi, e sei vivo. Da qui si riparte. La miseria di un gol deve far riflettere, certo. Ma a preoccupare sul serio sarebbe la carenza di gioco. L’Hellas non tiene un ritmo adeguato per 90 minuti? Non è nemmeno lì il problema. Questo accade a tutti. Basta saper colpire, basta saper tornare a colpire. Laribi, Ragusa, e soprattutto Pazzini e Di Carmine è gente che può buttarla dentro con facilità. A quest’ultimo l’augurio di sbloccarsi quanto prima e un suggerimento: se ne freghi se qualcuno fa della coabitazione con Pazzini un caso. Questo duo è una risorsa. Da utilizzare assieme? Tutti allenatori quando non si vince. Chiedete a Mandorlini se Pazzini e Toni giocavano assieme.

Segni, il bravo Samuel, ritrovi il sorriso e faccia un pernacchione sonoro. Il gol è casa sua, non vi lasci entrare i gufacci che tentano di spargere tristezza e zizzania. “Non può piovere per sempre”, perfino a Venezia ha smesso. Non ci sarà per sempre un palo.

Andiamo a fare gol, dunque, per alimentare la fiducia e trovare la necessaria serenità.

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