IL MERCATO DEL VERONA E LE MEZZE VERITÀ

IL MERCATO DEL VERONA E LE MEZZE VERITÀ

Non basta un difensore per migliorare questo Verona

Mente Delneri quando, parlando di mercato, sostiene che il solo tassello mancante alla sua squadra sia un difensore. Parole forse non sue, piuttosto dettate da una società che cerca irrimediabilmente di coprire gli errori d’agosto continuando a scaricare le responsabilità altrove. Mente perchè conosce i valori dell’attuale rosa del Verona, mente perchè sa contare, mente perchè sa meglio di chiunque altro quale sia l’importanza di determinati ruoli nel 4-4-2, modulo per il quale questa squadra non è stata costruita. Mente, si, ma al tempo stesso deve saper fare di necessità virtù e cercare di valorizzare – anzichè demoralizzare – i giocatori che ha e che, nel bene o nel male, sarà costretto a tenersi per i prossimi mesi. E che dovrà gestire al meglio nelle prossime tre partite – Palermo e Genoa in casa, intervallate dalla sfida con la Roma all’Olimpico – cruciali a dir poco per le sorti di questo campionato e per quelli che potrebbero essere gli sviluppi in sede di mercato.

Sì, perchè Delneri ora mente, ma sa, eccome, che conquistare almeno sei dei prossimi nove punti sia l’unico modo per tenere in vita quella flebile speranza chiamata salvezza. E di conseguenza, per spronare la società ad intervenire sul mercato per provare ad evitare una retrocessione altrimenti certa, anzichè per programmare la prossima stagione nella serie cadetta. Vincere prima, quindi, per comprare poi, anche per convincere quei calciatori scettici che aspettano di sapere di che morte moriremo, e magari per strappare qualche sconto dell’ultimo minuto – si sa, è cosí che funziona il mercato. Chi allora? Svanito Ariaudo, salvo retroscena il Sassuolo non sembra volersene privare, c’è da vincere a suon di sterline la resistenza del Leeds per Bellusci – un centrale veloce, finalmente! – che sembra abbia già un accordo in mano con l’Hellas. Pocognoli era un esterno sinistro di cui si parlava (molto) bene fino a un paio d’anni fa, poi in Inghilterra non ha reso come ci si aspettava.

In quest’ottica, ammesso che l’interesse sia concreto, il tesseramento di Emanuelson va visto come alternativa di fascia a centrocampo. Linea mediana appunto, dove manca una vera alternativa a Viviani – che possa anche giocare al suo fianco quando (e se) i problemi fisici saranno superati. Problemi che seppure a intermittenza sembrano attanagliare anche il reparto offensivo, Toni l’ultima vittima, dove anche li – ahimé – urge un innnesto. Iturbe era il sogno irrealizzabile, Falcinelli è una realtà che in prestito secco non convince: non una certezza per il presente nè un investimento per il futuro. Serve un colpo alla Recoba, che con 11 gol nel girone di ritorno salvò un Venezia quasi spacciato. Ma prima, servono punti. Con il Palermo, siamo davvero all’ultima spiaggia.

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