Il tempo stringe

Il tempo stringe

Il Verona perde una grande occasione con l’Ascoli. E le partite sono sempre di meno

di Lorenzo Fabiano, @lollofab

Non c’ è niente da fare. Appena sali un po’ su per la scaletta dei buoni pensieri, questo Verona ti tira per la giacchetta e ti riporta sulla terra. Dopo aver chiuso febbraio con  la severa bocciatura di Lecce, marzo si era aperto con due vittorie a ridar fiato alle trombe. La prima, va detto, sugli ectoplasmi del Venezia di Zenga (cacciato 48 ore dopo) e la seconda, a va detto pure questo, a Perugia (poca roba pure quella), dove dopo un primo tempo in cui non cedere di schianto alla sonnolenza era già un’impresa, abbiamo fatto bottino pieno nella ripresa grazie ad una provvidenziale incornata di Bianchetti da palla ferma e una pregevole stoccata di Henderson. Sarà un caso, ma proprio la crescita del buon Matteo (a proposito, buon ventiseiesimo compleanno!) e il recupero del cavaliere scozzese sono chiarori nella nebbia di un Verona  che continua a singhiozzare e non convincere.

 

La partita con l’Ascoli era l’occasione per il grande balzo. La sconfitta interna patita dal Benevento serviva infatti un ghiotto piatto su un vassoio d’argento. E invece il Verona si è sciroppato un bel calice di fiele. Tanto possesso, tanto fraseggio, troppi gli stucchi di calcio barocco che non produce sostanza. Il bollettino è sempre lo stesso, e a forza di di ripeterlo si starebbe stancata persino la buonanima del Colonnello Bernacca. Sotto di un gol, la castagna dal fuoco l’ha tolta il solito Pazzini; al decimo centro stagionale, quando lo chiamano, il suo almeno lui lo fa. Tanto per non parlare di singoli, lo stesso non si può certo di dire delle abulie di Di Carmine e delle lune storte di un Laribi che nasconde più misteri di Harry Quebert. Aggiungiamo che Marrone nel primo tempo avrebbe meritato il rosso diretto per l’entrataccia da codice penale che ha azzoppato il povero Rosseti, la cui colpa era stata fino a quel momento quella di essere il migliore tra i ventidue in campo. Lo stesso Gustafson le chiavi del centrocampo le deve aver lasciate nell’armadietto dello spogliatoio. Il migliore? La zanzara tigre Lee nonostante una sin troppo severa, ma pure evitabile, espulsione nel finale. A conti fatti, se Silvestri è stato chiamato in causa più del suo dirimpettaio, il gigantesco Milinkovic-Savic, un Ascoli ben organizzato che ha fatto la sua onestissima partita, il punticino se l’è meritato tutto.

 

Uno scappellotto va semmai a un Verona, bambino capriccioso che non ne vuol sapere di scendere dall’altalena. Due anni fa il Verona di Pecchia imboccò la strada giusta quando in primavera prese la via della concretezza. Non rimane che augurarsi che succeda anche oggi. Ora viene la sosta, l’occasione per recuperare chi sta in infermeria. Ed è un bel plotoncino, quantomai utile. Poi sarà la trasferta di Cremona a dire parecchie cose sul futuro del Verona. Grosso ripete che mancano ancora tante partite; non ce ne voglia se noi ribadiamo che ne mancano sempre di meno. Il tempo stringe, ed è proprio questo a preoccuparci di più.

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  1. onlin_447 - 2 ore fa

    Caro ANONIMO censore, io commento le cose “di campo“. Il giornalismo d’inchiesta finanziario è materia delicata che bisogna conoscere in profondità e sui cui non ci s’inventa. Curioso che in un paese di cotanti fini conoscitori della finanza, il paese sia sull’orlo della RISPOSTA REDAZIONE. bancarotta…Lasciamo stare dai…io bene o male faccio solo il mio mestiere. Magari prima di dare certi patenti, (che ovviamente cortesemente le rimando), sarebbe opportuno pensarci non una, ma cento volte
    Le ri-auguro buona giornata

    LF

    Guardi che non è una colpa essere anonimo, e anche se mettessi una identità nessuno potrebbe verificarla. Giornalismo di inchiesta no. Elogiare chi ha preso l’Hellas, non per guadagnare facendo soldi, ma per spennare fino all’ultimo euro, in spregio di qualunque risultato sportivo, sì, questo per lei è giornalismo, ed è “amare l’Hellas”. Come parlare al muro. Un “chiagniefotti” che nulla dovrebbe c’entrare con Verona. Tenete sempre presente che i tifosi non sono stupidi come pensa Setti, e i suoi lacchè. E gli sponsor sono di Verona e ci stanno rimettendo dei soldi. Setti quando avrà finito di speculare tornerà a Mantova, le testate giornalistiche i finanziamenti li dovranno trovare a Verona, li troverete da quelli “frodati” da Setti, dopo che lo avete sostenuto? Auguri. In merito alla colpevolizzazione della “classe imprenditoriale Veronese”: ha nessuna colpa. Un imprenditore di Verona sa, che se acquista il Club, deve farlo crescere sportivamente, e quindi, se non è in grado di farlo, non lo acquista. Setti, essendo di Carpi, se ne frega. Se Setti avesse avuto una azienda a Verona non avrebbe potuto fare quello che ha fatto (spolpare il club economicamente, distruggendolo sportivamente, e “frodando” gli abbonati), perché nessuno, di Verona e provincia, avrebbe acquistato i suoi prodotti. Ma essendo di Carpi, perché I SUOI INTERESSI SONO ALTROVE. Setti tornerà a Carpi, voi vi trasferirete? E anche Sboarina la pagherà (elettoralmente): in curva sud prima delle elezioni e poi lascia fare questo scempio (anche lui ama l’Hellas…., almeno quanto voi, forse un poco meno).

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  2. onlin_447 - 4 ore fa

    Nuova risposta redazione:

    Acqua, acqua, acqua…. Ma cose vuole che me ne freghi di Setti, che non conosco nemmeno…Seguo e sostengo il Verona da quasi mezzo secolo, e mi creda, qualcuna l’ho vista…questo almeno me lo conceda. Sui sentimenti non si scherza.
    Buona giornata e grazie per il suo apporto

    LF

    Acqua niente, “fuoco, fuoco”, se le importa nulla di Setti perché lo sostiene. Inoltre siete giornalisti perché non fate i giornalisti? Inteso come giornalismo di inchiesta: “per quanti soldi è stato acquistato l’Hellas?”, “Dove è finita la differenza tra soldi incassati e soldi investiti nel Club?”, “Perché il Comune non chiede conto a Setti dei soldi che il Carpigiano gli deve?” “La farsa dello stadio”. “Chi ha messo i soldi i primi anni?” “Il paracadute come elemento di irregolarità nei campionati” (perché non fare intervenire Tommasi, che ha giocato nel Verona, e si è sempre battuto per un calcio pulito, mentre qua di pulito c’è nulla. Mi pare che se uno volesse fare giornalismo di inchiesta ce ne sarebbe una sporta. Inoltre un vostro collega in sala stampa è stato minacciato e insultato dal ds del Verona e nessuno di voi, che eravate lì, ha preso posizione. Per fortuna che le importa nulla di Setti, se le fosse importato cosa avreste fatto DI PIU’ DI QUEL CHE STATE FACENDO? A me pare che i tifosi del Verona vi considerino dei “lacchè di Setti”. Inutile parlare di calcio: bisogna seguire i soldi, e quindi fare i conti in tasca al carpigiano

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  3. onlin_447 - 5 ore fa

    La risposta della redazione
    “Grazie…(il suo nome non lo conosco). Faremo una cosa molto semplice: continueremo a sostenere il Verona nella speranza che la classe imprenditoriale locale mostri un minimo di sensibilità e attenzione.
    Buona giornataLF”
    VOI NON SOSTENETE IL VERONA, SOSTENETE SETTI, che è l’anti Verona. E’ quello che ha comprato il Verona, probabilmente con soldi non suoi, per un tozzo di pane, da una persona che stava morendo, la ha infangata dopo morta, asserendo che “prima che arrivasse lui c’era il nula”. E finiamola anche di dare la colpa alla classe imprenditoriale Veronese: chi volete che compri per 70 milioni di euro? Setti non venderà fino a quando può SPECULARE, e deve ancora incassare, poi, probabilmente venderà. Voi siete stati, e siete, complici della più becera azione speculativa fatta ai danni dell’Hellas, dal 1903, in completo spregio dei risultati sportivi, e in totale spregio dei tifosi del Verona, e di Verona, vedi campionato dell’anno scorso con gli abbonati “truffati”, con i pochissimi giocatori di categoria venduti per fare cassa, a Gennaio, presi letteralmente per il sedere da una dirigenza e un allenatore che predicavano di potersi salvare (salvo negare tutto appena divenuti commentatori televisivi).

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  4. onlin_447 - 6 ore fa

    E’ un campionato finalizzato all’ottenimento dei 10 milioni di paracadute, esattamente come furono pro paracadute il campionato Mandorlini/Del Neri e l’ultimo di Pecchia. Risparmiateci la balla del “si guadagna di più venendo promossi in A”, FALSO, si incassa di più, ma SI SPENDE MOLTO DI PIU’. Quindi staranno molto attenti a evitare il secondo posto, esattamente come fatto ieri: un goal frutto di una “dormita” (toh, guarda caso) con l’allenatore che ha pensato bene di mettere tutti i giocatori della difesa fuori ruolo, e dopo il pareggio, NON HANNO PIU’ TIRATO IN PORTA (contro una delle ultime squadre in classifica, giocando in casa), hanno fatto melina per oltre 1 ora, e quando, per “disgrazia”, arrivavano in area, invece di tirare la passavano. E’ UNA COSA CHE FA VOMITARE. Saranno contenti gli sponsor a cui dubito Setti abbia detto “quest’anno si resta in B, perché mi conviene”. E riflettete su una cosa: incassato l’ultimo paracadute, Setti se ne andrà, VOI COSA FARETE? Pensate che i tifosi e i vostri concittadini abbiamo dimenticato quanto avete sostenuto questi campionati farsa?

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  5. pastorevatten_240 - 21 ore fa

    Adesso titolate “Il tempo stringe”, “le partite sono sempre di meno”…
    La cosa bella di questo sito è che ci arrivate sempre con qualche mese di ritardo. Sembrate il partito democratico (senza offesa)
    Umberto da Cagliari

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