Il Verona e il “taglia e cuci” di Fusco

Il Verona e il “taglia e cuci” di Fusco

L’Hellas da rifare, ma non troppo. Quanto costano gli errori del passato

Ha il pregio della chiarezza, Filippo Fusco. Nella sua prima conferenza stampa da direttore sportivo del Verona ha posto due “paletti” come manifesto per il proprio operato: mantenere l’equilibrio economico (o meglio, ripristinarlo…) e costruire una squadra competitiva.

Sugli aggettivi si può sempre discutere. Su quel “competitiva”, dunque, nondimeno. Scordiamoci un Hellas rullo compressore, cosa rara per la B, Meglio evitare vaporosi e un filo sinistri ricordi in stile “Saremo la Juventus della Serie C”. D’altronde il Verona sconta gli errori del passato. Ingaggi che pesano sui bilanci del club di via Belgio. Potremmo stare a sindacare sul fatto che Maurizio Setti nei suoi primi anni da patron dell’Hellas di danari parlasse poco e molto, invece, di grandi ambizioni, compreso il sogno di vincere la Coppa Italia, e che ora, invece, il presidente sia concentratissimo sull’aspetto monetario. Si scivolerebbe, però, in un labirinto fatto di molta lana caprina e e poca sostanza.

L’Hellas che riparte fronteggerà un contratto lunghissimo, e poco meno che scriteriato nella durata, di Pazzini. Uno onerosissimo, ancora in essere, di Romulo, su cui hanno pesato i dardi dell’avversa fortuna. Quelli non meno costosi di Gomez e Jankovic, insieme a quello di Greco. Se si vuole immaginare un Verona con profili vincenti per la B (l’elenco dei nomi, in questa fase, è variegato, secondo le cadenze del mese di giugno e gli orientamenti delle lune del mercato: Antenucci, Bessa, Ganz, Cacia, Mazzarani. Tutti e nessuno in arrivo, tutti e nessuno in vendita) non si può prescindere da quanto uscirà dalla rosa gialloblù.

A Fusco il compito del “sarto”. A seconda di come saprà tagliare la stoffa si comprenderà, nel giro di poche settimane, se quel “competitiva”, riferito alla rosa del prossimo Verona, permetterà di aprire spiragli a una più ampia fiducia o a un neppure velato scetticismo, senza escludere che poi venga frantumato dai miracoli di “San Risultato”.

Tutto questo aspettando Fabio Pecchia.

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