Il Verona è ripartito dalla sua gente, che ora non va delusa

Il Verona è ripartito dalla sua gente, che ora non va delusa

Riflessioni e consigli utili (?) all’Hellas per un buon viaggio

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

C’era attesa per la prima. Una gara, quella del Verona col Padova, che ha deluso per buona parte. Ma l’attesa c’era anche per vedere quanta gente si sarebbe presentata, dopo la scorsa stagione. 13.503 spettatori, di cui 1.160 padovani, quindi 12.343 i veronesi. Un dato che conferma che il Verona riparte dalla sua gente. Più ancora che dal presidente, dal mercato, dal nuovo allenatore, dal nuovo direttore sportivo. 7.400 abbonati (ad oggi) sono un atto di fede non da poco, dopo quel che è accaduto fino a maggio.

Chiaro che il popolo del Verona ora non va deluso. Lo devono sapere anzitutto i giocatori. Una rosa di spessore, quella consegnata da D’Amico a Grosso. Che deve farne uomini, anzitutto, che sappiano che qui, più che in altre piazze, non ti applaudono perché giochi in questa squadra, ma solo quando giochi con una determinata mentalità per questa squadra. Quella in piccola parte vista nel secondo tempo col Padova. Non c’è altro da aggiungere. Le teorie sul chi deve giocare o meno sono noiose, e ognuno ha la sua. I “casi” creati non interessano. Resta una partita di campionato da giudicare. Impressioni non buone, ma potenziale alto. Dal mio punto di vista credo che un Verona vicino a quello che deve essere potremo vederlo dopo la sosta. Gli uomini? Quando potranno giocare Empereur e Dawidowicz (4 giornate da scontare ancora per il primo, una per il secondo) forse vedremo una coppia di centrali nuova.

Colombatto ha potenzialità, Henderson non può essere né quello col Padova, né quello di Catania. Di Ragusa ha giocato il cugino. Di Carmine troppo solo là davanti? È parso evidente. Pazzini deve giocare assieme a lui? Non lo ordina il dottore, né la stampa. Grosso si prende le sue responsabilità, il campo gli darà torto o ragione. Per usare un minimo di serietà io attendo 3 o 4 partite prima di farmi un’idea sull’allenatore. Pazzini è, e dovrà essere, una grande risorsa per l’Hellas. Da utilizzare al meglio delle sue possibilità.

A Cosenza si rischia. Giocando come a Catania o come nel primo tempo col Padova, la sconfitta sarà il risultato più probabile. Per questo il Verona, che tra le 4 “favorite”, con Benevento e Palermo ha “strappato” (sai che roba, ma non si butta via niente) un punto alla prima di stagione (Crotone affossato dal Cittadella), dovrà dare un segnale forte già in Calabria. La barra va raddrizzata subito, se non nelle perfette geometrie ancora da trovare, nella corsa e nella determinazione che devono schizzare a ben più alti livelli. Sono quelle qualità che,  adoperate con parsimonia, troppa, nel secondo tempo col Padova, hanno permesso gli applausi finali, forse non del tutto meritati. Chiaro come funziona, lor signori calciatori? Ai quali porgo un altro modesto suggerimento: portarsi ovunque, e avere sempre ben a portata di mano, amuleti e scaccia-gufi. Pare che tal tipologia di fauna sia parecchio attiva.

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