La notte prima degli esami

La notte prima degli esami

Una poltrona per due, il Verona e la sua religione, il Chievo e la sua favola

di Lorenzo Fabiano, @lollofab
E’ la notte prima degli esami. Verona è talmente bella da imbarazzarti. E’ venerdì, due piedi nel weekend in un primo assaggio di primavera, la gente fuori si diverte nei locali tra una bionda nel bicchiere e una in minigonna, beati loro.  Io no, sono qui a tormentarmi con la mia tastiera usurata dai pensieri più che dai polpastrelli. Sarò mica l’unico scemo, vero? Ditemi di no. Se lo sono, ditemi di no lo stesso. Io penso a domani, a che sarà, a che verrà. Ho domande. Qualcosa da chiedere alla vigilia di un derby c’è. Altrimenti che derby sarebbe. E allora scrivo – mi dico –  così mi sfogo. Chiedo ferocia, chiedo coraggio, chiedo occhi di tigre, chiedo fame, chiedo sete, chiedo onore, datemi il Piave. Dare tutto, magari per non ricavarne niente, ma dare tutto.
Una poltrona per due, noi o loro, il Verona e la sua religione, il Chievo e la sua favola. Questa non è come le altre volte,  mai come ora  la poltrona si è fatta seggiola. Spazio per due non c’è. Ponte Pietra contro Diga, al festival della bellezza sarebbe cappotto.
Vecchie volpi, loro; giovani e fragili, noi. Questa è una partita da sei punti, un “All In” che fa filotto. Vincere non solo significa rimanere aggrappati al treno della risalita, ma soprattutto mettere cavalli nel motore della fiducia e dell’autostima, cosa di cui questo giovane Holden con la sciarpa gialloblù al collo (quella originale…) alla ricerca di certezze ha disperatamente bisogno. Basta poco, una molla che scatta, e tutto gira.  Una scintilla che scocca, e la fiamma sale.  E’ giunta l’ora di accenderla.
Vai Hellas Verona. Vinci per quelli come te, per quelli come me, per quelli come noi. Se ti ho scelto da quando portavo i calzoni corti, di soffrire non mi stancherò mai. Adesso però tocca a te far la tua parte. Basta così. Si  è fatto tardi, provo a dormire, anche se non credo ce la farò. La notte prima degli esami è lunga. Ci vediamo domani.
Ti voglio bene e ti abbraccio Hellas Verona. Dai, che insieme ce la faremo.
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