LA TESSERA DEL TIFOSO, I VERONESI A MILANO E “VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE”

LA TESSERA DEL TIFOSO, I VERONESI A MILANO E “VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE”

Un divieto che c’è e forse non ci sarà, l’Osservatorio e le bizzarrie italiane

“La “tessera del tifoso” è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio. Il progetto lanciato dall’Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”. La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa”.

Questo è quanto, letteralmente, è riportato sul sito dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno a proposito della tessera del tifoso. Quella che, secondo quanto ritenuto dal Viminale all’epoca della sua introduzione, nel 2009 (il responsabile del dicastero era il leghista Roberto Maroni, il capo del governo Silvio Berlusconi), avrebbe dovuto consentire a qualsiasi sostenitore che ne avesse ottenuto l’assegnazione di seguire la propria squadra sugli spalti di tutti gli stadi d’Italia, senza limitazioni, superando lo scoglio delle cosiddette “trasferte vietate”.

Ma questo è un Paese strano, che talvolta somiglia a quello rappresentato da George Orwell in 1984, in cui la verità è bugia e la bugia verità. Così, a tre giorni dalla partita del Verona a San Siro con il Milan, ancora non è stato reso noto se i tifosi gialloblù potranno esserci o meno.

Questo è quanto, venerdì scorso, è stato riportato dal sito web del club rossonero:

“1) Divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella regione Veneto. Il divieto è esteso anche ai possessori di Tessera del Tifoso/fidelity Card fino a nuove disposizioni specifiche dell’ Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.

2) I Biglietti Settore Ospiti (Terzo Anello Verde) non saranno inmessi in vendita ( e Il divieto è esteso anche ai possessori di Tessera del Tifoso/fidelity Card) fino a nuove disposizioni specifiche dell’ Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive”.

 

Bizzarro che il divieto valga per i residenti in Veneto, regione che è pure uno storico polmone di tifosi del Milan. L’Osservatorio avrebbe dovuto pronunciarsi in queste ore. Lo farà, probabilmente, in giornata. Probabile che la trasferta venga bloccata. Indiscrezioni di Palazzo dicono che le tensioni di Frosinone sarebbero la leva per lo stop. E sia, d’accordo. Poi ogni domenica tocca sorbirsi la gettata di miele su quanto i tifosi dell’Hellas siano attaccati alla squadra, su come sia sensazionale il loro infinito supporto a una squadra ultima in classifica, eccetera. Il che è verissimo. A seconda dell’utilità politica-giudiziaria-mediatica, o sono angeli o sono demoni. Più semplicemente, sono tifosi, con le proprie unicità e con gli errori che possono commettere tutti gli esseri umani (e che vengono sistematicamente pagati, cosa che non avviene in ogni settore della vita pubblica…).

Tifosi che avrebbero il diritto legittimo di seguire, verso corrispettivo in danaro, visto che il biglietto non è gratis, e neppure il trasporto, il Verona a Milano. Magari l’Osservatorio deciderà per il sì. Cerchi di farlo prima del fischio d’inizio: sarebbe scortese il contrario. Nel frattempo sembra di stare in una scena di “Vai avanti tu che mi vien da ridere”. Soltanto che Lino Banfi non ha alcun potere decisionale in Italia, al contrario di altri.

 

 

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