L’inversione di Romulo

L’inversione di Romulo

Da uomo decisivo a caso tecnico: un calo che ritrae le difficoltà del Verona

Buona norma per ogni automobilista è fermarsi ogni tanto dal gommista a controllare la pressione delle gomme. Temiamo seriamente il Verona non lo abbia fatto al rientro da Trapani, dove senza Romulo e Bessa aveva infilato la tuta di Mimì metallurgico e fatto il pieno. Ieri sera le gomme del torpedone di Pecchia viaggiavano visibilmente sgonfie e così il pieno lo ha fatto lo Spezia. Mai in partita, sottotono, impalpabile, la truppa gialloblù si è persa nei propri labirinti senza mai trovare la via per uscirne. Da salvare non c’è proprio nulla: l’Hellas singhiozza, gioca oggettivamente male, e perde con merito, come con onestà ha ammesso del resto il suo stesso allenatore.

Eravamo convinti che finalmente il peggio ce lo saremmo messi alle spalle e che avremmo potuto da qui alla fine infilare una serie positiva verso la volata finale. E’ finita in una doccia scozzese che con uno sguardo al cielo grigio di stamane e ai commenti dei tifosi delusi sui social, pare non abbia intenzione di allentare la presa. L’inversione a U della squadra ha nel rendimento di Romulo la sua espressione più lampante. Non amiamo soffermarci sui singoli; il calcio è uno sport d’insieme, ma è innegabile che siano proprio i singoli a fare la differenza.

Romulo nella prima parte della stagione l’ha fatta eccome. Ora la sta facendo in negativo. Ci siamo a più riprese spesi in elogi nei suoi confronti, ma adesso non possiamo esimerci dal riservargli critiche soprattutto per l’atteggiamento borioso che mette in campo. A un certo punto della stagione,  l’italo brasiliano pare sia rimasto abbagliato da un delirio di onnipotenza, o per meglio dire di supponenza. Abbiamo sempre diffidato  dei “ghe pensi mì”  persino in piazze più serie per le sorti del paese, figuriamoci per le vicende del pallone.  Sin da ragazzini, quando ancora si giocava nei campetti e nei cortili, i geni della lampada finivano per tornare a casa con il capo chino e le ginocchia sbucciate. C’era sempre qualcuno che li faceva scendere con modi spicci dal piedistallo e togliergli le smorfiette da smargiassi. Il giorno dopo li vedevi puntualmente mettersi a disposizione dell’allegra brigata con più umiltà.

A Trapani, senza Romulo e Bessa, il Verona operaio ha fornito una prova di sostanza e messo fieno in cascina. Ieri sera, con i due brasiliani in campo, ha scialacquato. Solo un caso? Su Bessa il discorso è diverso. Ieri sera ha steccato, vero (d’altronde diteci se c’è qualcuno cha abbia meritato la sufficienza). Ma il suo rendimento nell’arco della stagione è stato a lungo positivo e soddisfacente. Ha tirato la carretta per molto tempo. Un momento di appannamento è fisiologico e ci può stare. Romulo, non ne azzecca invece una da mesi. Non ci pare un problema fisico, ma semmai psicologico. A inizio stagione mostrava gli occhi della tigre, ora esibisce quelli di un micetto.  Per capire il perchè, a Pecchia  non rimane che sostituire Sergio Castellitto nel ruolo del dottor Giovanni Mari nel prossimo episodio di “In Treatment”. Una saletta con una comoda poltrona a Peschiera ci dovrà pur essere…

 

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