ORA AVETE ROTTO I PALLONI

ORA AVETE ROTTO I PALLONI

La barzelletta della tessera del tifoso e la farsa della trasferta “vietata o no” di Napoli

Quello che è accaduto ieri a Napoli non è vergognoso, è semplicemente la certificazione che questa nazione è in mano a degli (in)utili imbecilli. La vicenda, raccontata in modo cronologico, è degna di un film dei dottori Vanzina.

In Italia accade che, a sorpresa, l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (che ha compiti di coordinamento centrale delle iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio) autorizzi la trasferta dei tifosi dell’Hellas Verona a Napoli per il match di Tim Cup. Non accadeva dal 2007. Accade però che la Questura di Napoli (ricordo che questura è un ufficio della Polizia di Stato, con competenza provinciale, alle dipendenze del Ministero dell’interno, e che che l’Osservatorio è stato istituito su disposizione del capo della polizia nel 1999) si metta di traverso e blocchi la vendita dei tagliandi ospiti. Accade poi che, nella tarda mattinata del giorno prima del match, la Questura si allinei all’Osservatorio e dia il via libera alla vendita dei tagliandi. Accade quindi che, nonostante questa sceneggiata italo-partenopea, 132 tifosi Gialloblù partano per Napoli, per entrare in uno stadio che fino a qualche mese prima era stato ritenuto “inadatto” ad un’altra trasferta Gialloblù. Tutto è bene quel che, nonostante la pagliacciata, finisce bene? Nemmeno per sogno.

Questi tifosi, che hanno un lavoro e una famiglia, e che spendono un sacco di soldi per arrivare a Napoli e vedere il match, vengono bloccati come bestie alla frontiera e vengono tenuti su dei pullman fino alla fine del primo tempo, quando vengono lasciati entrare per assistere ad un match che però hanno pagato per intero (così come le spese di cui parlavo sopra, indipendenti dai minuti di match effettivamente visti).

Quella andata in scena in questi giorni è moralmente e tecnicamente una porcheria. E non può essere tollerata perché è un precedente pericolosissimo. La società di Via Belgio deve prendere posizione e deve farlo alla pari di quanto fece in occasione dei falsi cori contro Muntari, quando con un eccellente lavorò scrisse una pagina di storia della giustizia sportiva. Deve farlo perché ieri è stata umiliata la sua gente, quella gente che segue i suoi calciatori anche in una città ostile e anche per un match che conta zero. Loro forse lo sapevano che il Verona quella partita doveva perderla (per questioni economiche, di tenuta fisica, di concentrazione sul campionato ecc.), ma in 132 si sono presentati muniti di biglietto e di un’altra barzelletta chiamata, ancora, tessera del tifoso.

Ora basta però. Avete rotto i palloni.

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