Packing rate: l’arma in più del Verona di Pecchia

Packing rate: l’arma in più del Verona di Pecchia

L’Hellas e un gioco che “taglia fuori” le difese avversarie. Il contributo della statistica

Le statistiche sono diventate ormai uno strumento indispensabile nell’analisi ai raggi x di una partita. I dati sui tiri in porta, la percentuale del possesso palla e dei passaggi riusciti, fino ai chilometri percorsi da un singolo giocatore, sono una costante  che ci permette di stilare un commento ben articolato sull’andamento di una gara. In particolare, il dato sul possesso palla, ha negli ultimi tempi assunto incidenze sempre maggiori nella lettura delle partite. Acqua calda, se vogliamo. Il Barone Liedholm ne faceva un cavallo di battaglia nella sua Roma degli anni ottanta: “Palla meglio nei nostri piedi che in quelli di avversario” , amava ripetere.

Cambiano i tempi, non la sostanza. Il Tiki Taka è oggi l’espressione più alta di questa filosofia, consolidatasi negli ultimi anni grazie allo spettacolo offerto dal Barcellona di Guardiola prima, e di Luis Enrique poi. Non sempre tuttavia le ciambelle escono col buco, specie se sono imitazioni. Quando le cose non funzionano, il possesso palla sfocia infatti in qualcosa di sterile, stucchevole, e al tempo stesso molto noioso. Come quindi misurarne in modo empirico l’efficacia? Ci hanno pensato i tedeschi. Nel 2015 Stefan Reinartz (ex calciatore con tre presenze in nazionale, ritiratosi recentemente a causa di un infortunio) e Jens Hegeler dell’Hertha Berlino, annoiati dai soliti dati forniti dai media (tiri in porta, possesso palla, ecc.) hanno adottato un nuovo sistema di analisi atto a definire l’indice di pericolosità di una squadra, partendo dal “Gegner überspielt”, ovvero dai “difensori tagliati fuori da un passaggio”. Il totale dei giocatori “tagliati fuori” è chiamato Packing Rate. Come si ottiene? Con la classica “imbucata”.

Cifre alla mano ancora non ce ne sono (verranno presto), ma sono pronto a scommettere che il Verona di Fabio Pecchia sia ai vertici di questa particolare classifica. La squadra ha nel possesso e nella circolazione della palla il suo mantra. I dati statistici al termine di ogni gara fin qua disputata mostrano questo. La bravura di Pecchia, sta nella sua capacità di averlo reso efficace e di averne estirpato gli aspetti negativi. Grazie ai movimenti degli esterni, abili a liberare gli spazi,  il Verona trova spesso modo di effettuare quei passaggi filtranti, le classiche imbucate, che tagliano le difese creando superiorità e occasioni da gol. A Ferrara lo si visto chiaramente, a Terni pure. In entrambi i match, queste situazioni di gioco hanno finito per fare la differenza. In virtù dell’abilità di saper improvvisamente verticalizzare sulla trequarti campo, l’indice di pericolosità della squadra gialloblù s’impenna vertiginosamente. Pecchia ha a disposizione i giusti interpreti: piedi buoni, visione, e movimento stanno alla base del suo credo calcistico. La squadra ne abbonda. Se il Verona vince e diverte, lo si deve anche a questo aspetto tattico, non indifferente. Riuscirà a continuare a farlo? Speriamo ovviamente di sì. Allora, oltre al bel gioco, ciò che più conta, per inciso i risultati, continuerà ad arrivare.

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