Quando il coraggio paga, il Verona e un futuro da costruire

Quando il coraggio paga, il Verona e un futuro da costruire

L’Hellas tra errori del passato e qualche luce tra le tenebre

Dopo l’ottima vittoria di ieri a Bologna non è forse il caso di riaccendere eccessive speranze. Il Verona, che con Delneri ha mostrato di poter essere una squadra che può combattere per salvarsi, è troppe volte ricaduto in prove ampiamente insufficienti. Quindi, al momento, la possibilità di centrare la permanenza in A resta solo un piacevole gioco di immaginazione. Certo, una clamorosa vittoria a Napoli potrebbe farci ricredere.

Alcune considerazioni.

L’Hellas ha pagato (al netto degli infortuni) la condizione psicofisica di alcuni pilastri che negli scorsi anni hanno davvero fatto la differenza come Toni, Hallfredsson, Sala, Jankovic e altri. C’è poi l’eterna promessa di riscatto Romulo, che da quando è tornato a disposizione è irriconoscibile. Abbiamo assistito all’implosione di un gruppo storico, indolente in campo ma ancora decisivo nello spogliatoio. Si è caduti nell’errore, pur in buona fede, del credere all’immortalità di calciatori divenuti anemici, dando poca nuova linfa all’altezza in sede di mercato.

Delneri con alcuni ci ha messo un po’, ma le scelte, non facili, di escludere chi non riusciva a dare quanto richiesto sono arrivate. Le gerarchie, con la vicenda Toni, sono state definitivamente azzerate. L’errore di mettere a prescindere in campo atleti tecnicamente validi ma consumati, dettato dalla riconoscenza per quanto fatto in passato, può essere, e forse è stato fatale.

Evidentemente Delneri ha dovuto gestire anche uno spogliatoio in subbuglio, perché immaginiamo possa non far piacere essere messi da parte o andare in concorrenza con le burbe prima mai prese in considerazione. Deve tuttavia prevalere a tutti i costi il bene di un gruppo, di cui ieri si è vista la forza, ed è questa l’unica cosa che conterà da qui in avanti. Dentro chi corre, chi ha entusiasmo, chi non sbuffa, chi tira la volata al gruppo e non a se stesso. Sembrano regole basilari da seguire, ma il dorato e viziato mondo dei calciatori a volte incredibilmente le rigetta.

Sta allora alla società intervenire e sostenere un allenatore anche nelle scelte più difficili. Ieri Bigon prima della gara ha detto che la decisione di lasciare a casa Toni è stata tutta del tecnico. Delneri è rimasto solo in una scelta molto difficile. E da solo, rischiando tutto (immaginate i processi al baffo di Aquileia in caso di debacle al Dall’Ara?), ha vinto. La speranza è che il suo coraggio contagi squadra e società, perché il Verona ha bisogno di futuro, di novità, di tagli col passato, di passi in avanti e non all’indietro, di scelte chiare. È un Verona da rifare, ma delle basi su cui costruire si possono già intravedere pur tra le macerie di questo campionato. Buon lavoro a chi dovrà prendere le decisioni.

E buon lavoro a Delneri e alla squadra (Toni compreso), perché domenica si va a Napoli. Sai mai che può succedere…

 

(foto Getty Images per Gazzanet)

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