Quel centrocampo che non c’è

Quel centrocampo che non c’è

Tutto come previsto: la coperta del Verona è corta, soprattutto in mezzo

di Lorenzo Fabiano, @lollofab
Niente da fare, la continuità di risultati è una chimera per il Verona di questo tormentato campionato. Vero che l’impresa contro una Roma che saliva al Bentegodi assetata di punti, era compito improbo, ma confessiamo che in settimana un pensierino ce lo avevamo fatto. Partita decisa da una fiondata di Under dopo nemmeno un giro di lancetta sull’orologio. Nella ripresa, forte di un uomo in più, la squadra ha sì premuto e spinto, ma senza tuttavia creare le premesse per trovare la rete del pari. In definitiva Allison ha trascorso un pomeriggio tranquillo. Gli unici pericoli li ha confezionati Matos nel primo tempo. Poca roba a dire il vero. Al Verona rimangono tanta volontà e altrettanta sterilità, un più e un meno che nell’algebra del pallone si annullano a vicenda per fare zero. Come i punti, purtroppo.
 
Chiuso da pochi giorni il mercato, la partita con la Roma qualche risposta l’ha data. Partito Caceres, l’arrivo di Vukovic va considerato un buon rimpiazzo: pulito negli interventi, il marcantonio serbo si fa sempre trovare al posto giusto al momento giusto. Bel difensore.
 
Orfano contro la Roma di Kean, la cui mancanza si è fatta sentire eccome, l’attacco vive sui tre nuovi arrivi Petkovic, Matos, e Aarons. Il primo ha stazza e buoni piedi, ma è lento e macchinoso; il secondo è una buona seconda punta, ma non chiedetegli i gol; il terzo, ancora spaesato, è un peso piuma; non vorremmo trovarci di fronte alla versione giamaicana di Lee. Speriamo l’inglesino sappia smentirci in fretta, perché averne già uno in organico sarebbe già sufficiente.
 
Le maggiori lacune riguardano a nostro avviso il centrocampo, in grande difficoltà quando è chiamato a costruire. Andati Bessa e Bruno Zuculini, non è praticamente arrivato nessuno. La baracca la tengono in piedi Buchel, Romulo, e Valoti. Il lussemburghese si piazza lì in mezzo ad argine; chiude, randella, ma di calcio ne pensa pochino. Romulo va a corrente alternata: prestazioni gigantesche seguite da esibizioni appena normali. La differenza in questa squadra la dovrebbe però fare lui, da leader. Normale aspettarsi di più. Veniamo alle dolenti note: il caso Valoti ha raggiunto livelli di mistero pari a quelli di Thomas Crawford. Pecchia gli dà fiducia, ma lui non si fa mai trovare pronto all’appello. Crediti esauriti, come i punti sulla patente. Tanto vale allora provare la Fenice Calvano dal primo minuto: ha fisico e un discreto piede, a fianco di Buchel ci potrebbe stare.
 
E quindi? La morale è che Fusco ha fatto ciò che era nelle disponibilità di cassa, ma è mancato il colpo dell’ultimo giorno. Prova ne è la pochezza di un centrocampo dove la coperta, già non di taglia abbondante, si è fatta ancora più corta. Vi chiediamo: Ce la possiamo permettere…?
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