Ricominciamo

Ricominciamo

Il 2018 è stato difficile per il Verona, ma dicembre è un punto di (ri)partenza per il nuovo anno

di Matteo Fontana, @teofontana

Cattivi risultati, scelte sbagliate, delusioni, umiliazioni, una retrocessione talmente scritta da essere grottesca, polemiche, contestazioni, uno stadio vuoto: il 2018 è stato questo, per il Verona.

Di momenti luminosi ce ne sono stati gran pochi. Resta, a frugare nella memoria, la sera della vittoria nel derby con il Chievo, quando sembrava che l’Hellas potesse credere alla fine alla salvezza. Fu una lunga notte di speranza, presto esaurita nel disastro dei risultati che seguirono.

Il nuovo campionato è stato un saliscendi. Allestita una rosa con molti uomini e qualità, il Verona ha iniziato bene e poi è calato, finendo in crisi. Si sono acuite, nel frattempo, le distanze tra la tifoseria e Maurizio Setti. Il boicottaggio del Bentegodi, con il “tutti fuori” decretato per la gara con il Palermo, è stato un picco estremo, il Continental Divide gialloblù.

Il bello del calcio è che permette di giocare sempre un’altra partita. Che puoi rimettere a posto le pedine e provarci ancora. Che non è finita finché non è finita. A dicembre, sull’ultima coda dell’anno, il Verona ha ripreso credibilità. Tre vittorie e due pareggi hanno consentito all’Hellas di non veder svanire moralmente in anticipo le ambizioni di risalita in Serie A.

Si tratta di un modo per ripartire. Il gol di Andrea Danzi, un ragazzo che è cresciuto nell’Hellas da quando era un bambino, nel 3-1 inflitto al Pescara, i rigori parati da Marco Silvestri, la velocità da cartoon di Lee Seung-woo, entrato nei cori scherzosi del pubblico, il rientro di Matteo Bianchetti al termine di mesi di patemi fisici, le reti da pirata di Giampaolo Pazzini: ci si tenga questi fermo-immagine per vedere il 2019 in una maniera diversa. Ricominciamo.

Perché, ce lo si ricordi, proprietari, allenatori, giocatori, loro sì che cambiano, ma il Verona resta. Per descrivere certi sentimenti viene da pensare al titolo di una delle più belle canzoni di Gino Paoli: “Senza fine”.

Tanti auguri.

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