Scacco matto

Scacco matto

Il Verona doveva vincere con il Benevento e ce l’ha fatta: niente purismi, grazie

1 Commento

In questo scorcio di ottobre dall’inusuale tepore, forse è un po’ presto per ricorrere al paracetamolo, tuttavia la sofferta vittoria sul Benevento è l’Aspirina di cui il malaticcio Verona di questi tempi grami necessitava. Contavano i tre punti, e tre punti sono stati. I fini puristi dell’estetica magari arricceranno le narici, ma crediamo abbiano sbagliato teatro. Dopo il pari agguantato sul filo di lana a Torino, in una notte la squadra di Pecchia fa un gran balzo in classifica e per la prima volta nel suo tribolatissimo avvio di stagione può regalarsi un sonno tranquillo, almeno fino a domenica quando in tavola il piatto prelibato a pranzo sarà il derby con il Chievo.Per carità, di pane duro ce ne sarà da masticare fino a maggio, ma intanto un sospiro di sollievo lo abbiamo tirato: la prima benedetta vittoria è finalmente arrivata.

Antei domani sarà sulla poltrona dell’analista: il rosso da codice penale rimediato per la sua scriteriata entrata su Valoti, ha facilitato le cose. Bisognerà approfondire cosa gli sia scattato nel cervello. Problemi altrui, anzi Antei. Detto questo, il Verona il suo successo se l’è guadagnato con merito, dopo averlo inseguito a lungo. Già nel primo tempo, due gol divorati dallo stesso Valoti e un piattone di Pazzini stampatosi sulla sbarra,  gridavano vendetta. Ai punti i nostri prodi pedatori avrebbero incamerato il verdetto, ma nel calcio si vince solo con il colpo del KO. È arrivato nella ripresa, quando Pecchia ha indovinato la mossa dello scacco matto. Sì proprio lui, quello che troppo spesso i detrattori di professione godono nel dipingere senza pietà alcuna come un inetto, ha fatto saltare il banco. La scelta di richiamare un Cerci infarcito di acido lattico, per puntare sull’effervescenza dello scalpitante Verde ha pagato.

Il barbuto Odisseo era carico di fosforo: entrato in campo ha spaccato la partita. Ha finalizzato la sua galoppata con una pennellata per l’indemoniato Rómulo che al volo ha insaccato la palla della liberazione all’incrocio. Gol di rara bellezza. Curioso che l’ultima vittoria del Verona al Bentegodi, fosse arrivata dal suo stesso piedone nel pirotecnico derby vinto sul Vicenza dello scorso campionato. Corsi e ricorsi: chi ci crede, e chi no. Rimane un fatto: se la scelta di tenere in panca Verde non ci ha convinti, è altrettanto vero che il Mister ieri sera ha letto lo spartito giusto e a gara in corso ha azzeccato tutto. I nostri vecchi ci hanno insegnato che dare a Cesare ciò che è di Cesare, non è solo esercizio doveroso, ma pure onesto; per una volta, anche i più recalcitranti lo diano al buon Fabio. Facciano uno sforzo, se lo merita. Animi un filo più sereni faranno bene un po’ a tutti.

1 commenti

1 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. user-12938271 - 1 mese fa

    Cerci è bollito,purtroppo. Non sta più in piedi

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy