Se è una rosa fiorirà

Se è una rosa fiorirà

Il Verona è chiamato a una delle sue più difficili battaglie per la salvezza. Ma nulla è impossibile

Il Verona chiude il mercato con 11 nuovi calciatori. Non pochi. Filippo Fusco ieri le ha tentate tutte per rafforzare ulteriormente l’attacco, riuscendoci in parte, essendo comunque stato di parola. “Arriveranno due o tre attaccanti”. Sono arrivati Lee e Kean, sottratti a molti club loro estimatori, mentre si è cullato il sogno Bony (che non è stato fantamercato, come qualche sapiente ha voluto far credere, essendoci in corso una trattativa) fin quando il potere dei soldi dello Swansea non ha prevalso. Sono sfumati anche Djordjevic e Boyè, che sarebbero, almeno uno dei due, stati la ciliegina su una torta confezionata con un budget molto limitato, che ha reso impossibile altri arrivi.

Pazzini. Il capitano è rimasto. In molti hanno declamato della sua certa partenza, venendo puntualmente smentiti. Peccato non lo abbia mai fatto il Verona. La sua panchina iniziale nelle prime due gare ha destato lo stracciar di vesti di molti. Il caso, che certamente si prestava a far discutere, è stato ingigantito. Ora starà al club e a Pecchia far rientrare la vicenda. Ma soprattutto sta a Pazzini, che dovrà, per il bene dell’Hellas, essere leader in campo e fuori, e dimostrare intelligenza se in qualche momento sarò chiamato a farsi da parte. Anche perché Kean corre e sa segnare.

Rosa. La difesa, nel suo complesso, lascia più di qualche dubbio. Nicolas deve assolutamente trasmettere maggior sicurezza in certe occasioni, i terzini ricordarsi che sono chiamati anche a difendere. Romulo, quando utilizzato in quel ruolo, in special modo. A proposito di Romulo: i colpi ad effetto lasciamoli stare, o lasciamoli a Messi, che se poi non riescono si rischia di far danni. Bene i centrali, invece, ottimi gli inserimenti di mercato. A sinistra c’è la curiosità di vedere anche Felicioli. A centrocampo c’è abbondanza. Buchel, subito inserito, mostra i denti giusti per mordere in A e una discreta capacità di palleggio, gli altri li conosciamo e danno sufficienti garanzie.

L’attacco è quello che si presta ai maggiori interrogativi. Con Pazzini e Cerci al top della forma ci sarebbe da essere ottimisti, ma così non è. Mentre per Pazzini la sosta potrà essere davvero utile, per Cerci il nuovo stop muscolare è arrivato in un pessimo momento, quando cioè la sua condizione non era delle migliori e ora ci vorrà tempo. Viene da pensare che Lee e Kean, che siamo ansiosi di vedere all’opera, potranno trovare spazio fin da subito.

Missione salvezza. Così com’è, oggettivamente, non riusciamo a vedere un Hellas superiore alle altre rivali per la salvezza, ma nemmeno inferiore. Sarà dunque una battaglia dopo l’altra a decretare chi avrà la meglio. Di certo vi è una serie A più difficile dello scorso anno. Se l’ambiente sarà compatto, se i calciatori d’oggi in avanti remeranno nella stessa direzione uniti all’allenatore, al porto si potrà pensare di arrivare salvi. Immaginarsi che ciò accada senza dover superare alcune tempeste sarebbe sciocco. Ma forse, anche per questo, sarà ancor più bello l’approdo.

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