Stay hungry, stay foolish: è la magia del derby

Stay hungry, stay foolish: è la magia del derby

Il Verona vince una partita epica e rende gloria alla bellezza del calcio

Il mio cuore sta bene. Non c’è elettrocardiogramma che tenga se le coronarie hanno resistito agli scossoni subiti ieri pomeriggio. Meglio così: con tutto il rispetto per le categorie, i medici sono un po’ come la guardia di finanza, qualcosa che non va alla fine riescono sempre a scovarlo. “Stay hungry, stay foolish” è il testamento che un genio visionario come Steve Jobs ha lasciato alle giovani generazioni. Nella tempesta emotiva del dopo partita ho pensato a quelle parole. Il calcio è lo sport più affascinante del mondo perché vive e si alimenta d’imponderabilità. Fame e follia ne sono i cardini, i pilastri su cui poggia la forza di un gruppo rispetto ad un altro.
Il pazzo derby di ieri ne è stato l’ennesima prova. Il Vicenza ha disputato una prova gagliarda, tosta, e coraggiosa. Con la sua organizzazione ci ha messo in grande difficoltà. La squadra di Torrente ha adottato un “tutti per uno e uno per tutti” che ha tenuto in scacco l’Hellas fino all’89’. Gli va dato l’onore delle armi. Meno al signor Bellomo, la cui sciocca e gratuita esultanza, questa è purtroppo la moda in voga oggi, al momento del gol dell’1-1 più che un elogio della follia, è stata un’offesa all’intelligenza. Lasciamo perdere, visto che il campo ieri è stato come il tempo, vale a dire galantuomo. Fame e follia, si diceva. Di fame il Vicenza ne aveva e si è pure visto. La follia invece non gli appartiene. Questa scorre nelle vene dei geni. E’ qualcosa che sta nelle corde degli artisti, delle anime fantasiose e creative che sanno esprimere il meglio di sé attraverso intermittenti lampi d’illuminazione.
Il Vicenza era solo coraggio e raziocinio, che però in un derby schizoide come quello di ieri non basta. Ci vuole qualcosa di più. Serve la follia, appunto. Il Verona l’ha estratta dal proprio inconscio in quegli ultimi indimenticabili cinque minuti, quando ormai stava con un piede nel baratro. Raggiunto il  disperato pareggio all’ultimo giro di lancetta  grazie a una magia del sublime Bessa, si sarebbe anche potuto accontentare vista la piega avevano preso le cose. Chissà quante altre squadre lo avrebbero fatto, dopo aver rischiato ripetutamente il tracollo in contropiede. Invece no.
I ragazzi di Pecchia si sono messi a spingere a testa bassa sostenuti dall’irrefrenabile vigore di una sana pazzia. Il piattone di Romulo ha completato un capolavoro dell’irrazionalità da tramandare ai posteri. Ha vinto il Verona, perché oltre alla fame ha messo in campo quella dose di follia che la sua gente ha contribuito a trasmettergli. Non esistono mezze misure in proposito: o ce l’hai o non ce l’hai. Noi si, loro no. La differenza sta tutta qui. Stay hungry, stay foolish. Il calcio è davvero una cosa meravigliosa.
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