Ta-Pum

Ta-Pum

Il Verona dell’Olimpico è, di nuovo, un tiro al bersaglio: concede troppo e non costruisce nulla. Così è durissima

di Matteo Fontana, @teofontana

Impegnato a seguire la partita del Verona con la Lazio, ieri sera, mi è parso di essere tornato ai tempi in cui, da liceale, seguivo, ogni lunedì, “Mai dire gol”. Guardavo Nicolas ribattere le bordate che gli piovevano addosso da ogni lato del campo e mi è venuta in mente la sigla della trasmissione per l’annata 1994-95. Elio e le Storie Tese cantavano “La cinica lotteria dei rigori”. In estate si erano giocati i Mondiali americani, con il finale amarissimo, per l’Italia, della sconfitta dal dischetto con il Brasile, a Pasadena.
Ecco, c’era Nicolas, e lo vedevo gettarsi di qua e di là, respingere e rattoppare, uscire e rientrare. Persino sul 2-0 di Immobile ha provato a rendere possibile l’improbabile, intervenendo sulla botta di Lulic, con il pallone, che, cinico quanto la lotteria dei rigori di Elio, è rimbalzato sulla testa del centravanti laziale, uno che, giocasse per tutto il campionato contro il Verona, a giudicare dalle sue statistiche con i gialloblù, andrebbe in tripla cifra.

 

Nel video di “Mai dire gol”, Gianluca Pagliuca, vestito da vedetta degli Alpini, viene doppiato dalle voci fuori campo: “Il nemico è alla porta e spara Ta-Pum io mi tuffo a caasaccio Ta-Pum ma speriam che la vada fora non ci faccino più gol”. Ammessa e concessa la licenza canora, né Pagliuca, il portiere della Nazionale a Pasadena, né Nicolas all’Olimpico si sono buttati a casaccio. Il problema grosso è che il nemico è sempre alla porta del Verona. Per una squadra che, invece, in porta non tira quasi mai (due volte, si fa per dire, nelle ultime tre gare), concedere così tanto significa votarsi a sconfitta certa. E per fortuna che questo Nicolas sembra quel Pagliuca e ormai ha fatto l’abbonamento al titolo simbolico di migliore in campo nell’Hellas. Quando è il portiere a meritarselo, vuol dire che le cose che non funzionano sono troppe.

 

Il più rumoroso Ta-Pum sarebbe la salvezza del Verona. Ma per sentirlo echeggiare c’è da fare gol – questo sconosciuto – e, soprattutto, ipotizzare che all’Hellas non ne “faccino” più tanti. E allora, lasciando i dovuti punti di sospensione, l’eco che accompagna i gialloblù verso la partita con il Torino richiama quel film con Nino Manfredi e Alberto Sordi: “Riusciranno i nostri eroi…”. Al prossimo episodio.

 

 

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