Tanto possesso palla per nulla: ecco servito l’Hellas di Cremona

Tanto possesso palla per nulla: ecco servito l’Hellas di Cremona

Una costante che si ripete. Il Verona tiene la biglia ma non sfonda. La storia di una stagione

di Matteo Fontana, @teofontana

Maledetti numeri. Quando uno cerca di spaccare il capello in quattro e sottilizzare sui forse e tutti i ma e i però, ecco che arrivano loro e sistemano la questione con la cinica freddezza di uno spietato opportunista d’area.

Prendiamo il caso di Cremonese-Verona. Allora, detto che in casa i grigiorossi hanno sempre preso pochi gol (erano 5 fino a ieri, record, con la Juventus, per i campionati professionistici), la pochezza offensiva dell’Hellas salta agli occhi a fronte di un dato oggettivo: due, dicasi due, sono stati i tiri in porta effettuati dalla squadra di Fabio Grosso.

Buon per il Verona che, sotto per il gol gentilmente omaggiato al lesto Mogos, Mattia Zaccagni abbia spaccato in due la difesa di Rastelli, costringendo Terranova a stenderlo, per un rigore netto trasformato da Samuel Di Carmine. Questa, tuttavia, è la cronaca, e già ne avrete le tasche piene, cari amici vicini e lontani.

C’è un altro aspetto statistico a rilevare. Ossia, quello che riguarda il possesso palla: 67% per l’Hellas, 33% per la Cremonese. Tutto questo, quindi, per produrre, si ritorna a dire, due (ad libitum: 2) conclusioni nello specchio. Significa che hai tenuto la biglia invano, che hai rigirato la calzetta, che non sei mai riuscito a sfondare.

Non è una novità, anzi, si tratta di una costante per la stagione del Verona. Il tempo per rimediare a certi difetti, che paiono strutturali, quando non “ideologici”, è rimasto molto poco. Sarebbe bello per l’Hellas se si potesse fare come da bambini, quando si arrivava al campo portando il pallone e per questo decidevi la durata dell’incontro e, magari, pure i compagni di squadra.

Ah, il pascoliano fanciullino che è in noi viene sempre fuori, chiediamo venia. Ma anche in quelle partitelle infinite ai giardini contava segnare, sennò ti pigliavi le sbertucciate degli amici. Più o meno quel che accade al Verona di oggi.

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