TONI IL CAPITANO, DELNERI IL TIMONIERE E UNA NAVE CHE NON DEVE AFFONDARE

TONI IL CAPITANO, DELNERI IL TIMONIERE E UNA NAVE CHE NON DEVE AFFONDARE

Luca ha annunciato il ritiro, ma prima c’è da pensare a un Verona che non si può arrendere

Luca Toni ha annunciato ieri, dopo la sconfitta del Verona con l’Empoli, che a fine stagione lascerà il calcio. E che lo vuol fare dopo aver colto la salvezza con l’Hellas (e ci mancherebbe). Parole dettate dall’amarezza per una situazione in cui mai avrebbe immaginato di ritrovarsi, lui che è uno dei più formidabili centravanti non solo italiani, ma europei, di questi ultimi vent’anni. Una malinconia frutto anche di una gara in cui il Toni dei tempi belli non si è visto. Molti errori, un gol facile fallito centrando Skorupski, tanta fatica sul piano fisico.

Comprensibile che Toni abbia mostrato sconforto. Però il messaggio da dare, in termini di comunicazione, avrebbe dovuto essere diverso. Non si sentiva il bisogno, da parte dell’ambiente, di ascoltare dal capitano, dall’attaccante che ha segnato 46 reti in maglia gialloblù, affermazioni che qualcuno potrebbe leggere come un “giù il sipario” anticipato.

Toni ha pure detto che Gigi Delneri ha portato nuove idee, che le gerarchie non esistono più – sottinteso: prima c’erano eccome, e bene non hanno fatto al Verona, visto il rendimento avuto dalla squadra fino a pochi giorni fa –, che c’è un’altra mentalità.

Lo stesso Delneri, informato delle dichiarazioni di Toni, ha sottolineato che un grande professionista come Luca, seppure abbia deciso di smettere, da qui a maggio offrirà tutto il contributo di cui è capace alla causa del Verona.

Francamente c’è piaciuto di più quel che ha detto il Baffo rispetto al segnale di Toni. Con la certezza che il capitano non abbandonerà la nave, soltanto Delneri, in questo momento, ha in mano il timone per evitare che la barca affondi.

 

 

 

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