Troppi errori, caro Verona: così non va

Troppi errori, caro Verona: così non va

L’attacco che sbaglia, la difesa che buca, il centrocampo anonimo, le scelte di Grosso. Con il Lecce una sconfitta esemplare

di Matteo Fontana, @teofontana

Il Verona perde di nuovo, ma se la sostanza non cambia (sempre zero sono i punti incamerati), la forma sì, e conta molto, rispetto a Salerno.

I rammarichi dell’Arechi non trovano spazio nella prova dell’Hellas con in Lecce. In settimana si è riflettuto a lungo sui rischi insiti in una partita contro una squadra che viene da un campionato vincente, propositiva, talentuosa, colma di buone idee e di giocatori capaci di cambiare passo alla gara in ogni istante. I giallorossi di Fabio Liverani hanno qualcosa del Sassuolo di stanza nel feudo di Dezerbilandia, e ieri sera si sono notate tutte queste qualità. Toccava al Verona mettere in campo le proprie, che sono molte, e invece si è visto poco.

A emergere sono stati gli sbagli in attacco e gli errori marchiani in difesa, mentre il centrocampo ha recitato un copione modesto, da teatro di quart’ordine. Tanta leggerezza, caro Verona, che è costata carissima. Il Lecce è andato in vantaggio, ma non per caso, come vorrebbe certa vulgata, perché già nel primo tempo aveva dimostrato di essere più pericoloso di un crotalo in un giardino d’infanzia.

Sotto accusa, inevitabilmente, vanno le scelte di Fabio Grosso, stavolta sì per nulla convincenti. D’accordo la rosa ampia – che va sfruttata in maniera adeguata, ma senza voler variare pur non essendoci la necessità stretta di farlo: l’identità non deve essere mia persa di vista -, però lasciare fuori Caracciolo ed Henderson, in una partita così delicata, è stato un azzardo grave. Non inserire Di Carmine, ancora di più. Ci voleva maggior coraggio, anche a fronte di un Pazzini poco o niente supportato e ancora meno ispirato.

La sconfitta è stata esemplare. Ci si augura che sia salutare. Dopo la sosta, in meno di due settimane, si giocano quattro turni, con Venezia, Perugia, Ascoli e Cremonese. Uscirne anche soltanto zoppicando tarerebbe al ribasso questo Verona, che per le risorse che ha a disposizione può, invece, fare filotto (o quasi). Basta utilizzarle e non, al contrario, restare a metà del guado: il fiume della B è pieno di correnti insidiose. Mai tuffarcisi per spirito d’avventura.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy