Un Grosso azzardo

Un Grosso azzardo

Il Verona conferma l’allenatore, ma gli alibi sono azzerati. Sempre che ce ne siano ancora

di Matteo Fontana, @teofontana

Avanti con Fabio Grosso. Questa la scelta del Verona, che sarà comunicata in queste ore con una nota del club, dopo che l’ufficiosità era già uscita ieri. Una decisione discussa e discutibile, a fronte della crisi palese di una squadra che ha smarrito il senso di se stessa, involuta e, a tratti, priva di idee.

Eppure Maurizio Setti non ha voluto rompere. Mica una novità, questa. Già due campionati, in Serie A, sono stati contraddistinti da questa marcata idiosincrasia all’esonero (attenzione: non c’è prova contraria, ma non si neghi che nove società su dieci, in certi casi, avrebbero agito diversamente).

Comunque si prosegue in questo modo fino al Palermo, che arriverà al Bentegodi carico di certezze, al contrario del Verona. È primo in classifica, risalito con l’impeto di chi, invece, ha optato per un nuovo timoniere. Roberto Stellone era sì sotto contratto, ma per Maurizio (nomen per nulla omen, considerata la divergenza d’abitudini rispetto a Setti) Zamparini il congedo da Bruno Tedino è stato essenziale. Almeno per adesso.

Il pallone che rotola ha leggi nette. Si parla di episodi, dimenticandosi che non vengono mai dal caso. Un palo è un tiro impreciso, un rigore parato è un errore, non soltanto un grande intervento del portiere. Una serie di risultati bislacchi, seppure in presenza di una rosa di valore, significa che manca qualcosa. Il manico, suggeriscono la storia e la retorica inconfutabile per cui non puoi cambiarne venticinque giocatori, e non è detto che abbiano ragione, per carità. Il Verona di Setti, evidentemente, non concorda con questa filosofia, ma i riscontri dal passato, ce lo dice la statistica, non sono incoraggianti.

Sarà, ma l’azzardo, stavolta, è il più rischioso di sempre, per l’Hellas guidato da Carpi. Il latini latinorum viene utile con un classico tra i brocardi: errare humanum est, perseverare diabolicum. Aspettando il Palermo, secondo logica: i risultati, non ci stuferemo mai di ribadirlo, sono l’unica misura per gli uomini di calcio. Gli alibi sono azzerati. Sempre che ce ne fossero ancora.

 

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