Verona, come e da chi ripartire? Non tutto è da buttare

Verona, come e da chi ripartire? Non tutto è da buttare

Si attende la scelta di allenatore e ds, alcuni giocatori possono rimanere in B

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Ripartite dopo una retrocessione non è mai facile. Bisognerà ricostruire, partendo dalla scelta del ds e del nuovo tecnico. Proprio dai nomi che andranno a occupare queste due caselle si potranno cominciare a capire gli obiettivi della società. Se, cioè, il presidente Setti punta all’immediato ritorno nella massima serie oppure a una stagione di transizione.

La scelta dell’allenatore è fondamentale, perché il tecnico è anche l’uomo che mette la faccia a garanzia del progetto tecnico scelto dalla società. In questo periodo si fanno diversi nomi e non tutti rappresentano ipotesi attendibili. Anche qui sorgono dei dubbi: serve un uomo navigato, esperto di serie B (Iachini? Venturato?) o potrebbe andar bene anche un allenatore con meno esperienza o con una carriera da ricostruire?

La questione non riguarda tanto il pedigree o meno del trainer che verrà scelto quanto piuttosto le sue conoscenze tattiche e la sua capacità di calarsi in uno spogliatoio e in una realtà scottata dal fallimento della stagione appena conclusa.

Poi toccherà alla rosa. Da rivoluzionare? Da cambiare soltanto parzialmente? Le scorie di una retrocessione, maturata per di più in un ambiente non semplice, sono difficili da smaltire. Per questo si potrebbe pensare a una rivoluzione tecnica totale. Di contro, una scelta di questo genere comporta il rischio di dover creare da zero il gruppo squadra, sia a livello di spogliatoio che a livello tattico.  È vero che la serie B, con le sue 42 giornate, lascia spazio per far recuperare le squadre che hanno una partenza a rilento, ma la piazza sarebbe disposta ad aspettare che un undici rinnovato trovi il necessario amalgama sul campo?

Fatte queste debite premesse, un nucleo di giocatori può essere individuato anche all’interno della squadra che ha condotto questa disastrosa campagna conclusasi con la retrocessione in Serie B.

In porta si potrebbe pensare a confermare Silvestri. In difesa giocatori come Bianchetti e Caracciolo (65.3% di contrasti vinti, 54.7% di successo nei duelli aerei) potrebbero dare il loro contributo come centrali, mentre ci sono da rinnovare le due fasce, sia a destra che a sinistra, dove tuttavia Souprayen è sotto contratto fino al 2021 e Felicioli in prestito per un altro anno.

Calvano, Valoti e Fossati sono giocatori da cui poter ripartire a centrocampo, così come si potrebbe puntare sul capitano della Primavera, Andrea Danzi (48 palloni giocati di media a partita nelle tre presenze accumulate, 86.8% di precisione passaggi).

E poi Lee Seung-Woo, autore del gol della bandiera a San Siro e poco utilizzato da Pecchia nel corso di questo campionato nonostante statistiche positive come quelle relative ai passaggi riusciti (76.6% di successo), passaggi riusciti in zona offensiva (71.6%) e passaggi chiave a partita (1.15).

La società potrebbe poi cercare di trattenere Daniele Verde, attualmente in prestito dalla Roma, un giocatore in grado di garantire superiorità numerica e qualità in fase offensiva. È chiaro poi come la necessità più impellente, anche e soprattutto alla luce di quanto visto quest’anno, sarà quella di rinforzare la batteria degli attaccanti, dotando il prossimo tecnico di giocatori in grado di trovare la via del gol.

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