Verona da primato per possesso palla, passaggi e tiri. Ma i gol potevano essere di più

Verona da primato per possesso palla, passaggi e tiri. Ma i gol potevano essere di più

Hellas squadra che produce molto ma non concretizza quanto sarebbe lecito aspettarsi

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Di recente la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un articolo che analizza i dati relativi alle squadre di Serie B dopo sette giornate di campionato. Vediamo di scendere nel dettaglio per quanto riguarda il Verona, collegando queste statistiche a quanto fatto vedere sul campo dai gialloblù.

La squadra di Grosso risulta essere la prima per possesso palla (62% di media a partita) e per quanto riguarda la precisione nei passaggi riusciti (85%). A questo si aggiunge il fatto che l’Hellas risulta essere la seconda squadra del torneo per tiri in porta con 35, dietro al solo Foggia (37).

Se confrontiamo questi dati con altri (sempre citati nell’articolo) che evidenziano come i veronesi siano l’ultima squadra per quanto riguarda i palloni recuperati, riusciamo ad inquadrare meglio l’efficacia che gli scaligeri stanno ottenendo con il loro gioco. Infatti, è evidente come l’approccio tattico di Grosso vada verso la direzione di una squadra che cerca di controllare la partita tramite il possesso palla.

Questo tipo di impostazione produce un calcio offensivo che però, finora, non è stato del tutto produttivo. Il Verona ha infatti segnato appena 9 reti effettive (più le tre segnate a tavolino col Cosenza) a fronte di 7 subite. I dati quindi confermano l’impressione di una squadra che produce molto ma non concretizza quanto invece sarebbe lecito aspettarsi.

Il sistema è fluido come ha in parte dimostrato anche la partita contro il Lecce, pur persa, nella quale abbiamo visto Laribi staccarsi in avanti per occuparsi la posizione di no.10 con Colombatto e Dawidowicz a dividersi i compiti in regia. Tuttavia, alcune difficoltà sono emerse: oltre a quelle già citate in fase di realizzazione ci sono quelle nel non possesso. La squadra ha difficoltà nel gestire le transizioni e il turnover effettuato da Grosso è apparso a volte eccessivo per consentire alla squadra di assumere una precisa identità di squadra.

In conclusione, anche i dati rivelati dalla rosea confermano l’idea di una squadra che, pur potendo contare su un organico che può essere considerato il migliore della categoria (insieme al Benevento) ha ancora molti margini di miglioramento.

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