VERONA, IL DERBY NON SI GIOCA: SI VINCE (ED ECCO COME NON PERDERLO)

VERONA, IL DERBY NON SI GIOCA: SI VINCE (ED ECCO COME NON PERDERLO)

Sabato va in scena la partita più attesa. Alla faccia di chi fa finta che non sia così

Sabato si giocherà il quindicesimo derby di Verona. C’è chi si ostina a non volerne riconoscere la patente di stracittadina, cercando nel Vicenza il rivale per eccellenza dell’Hellas, sulla base di arzigogolati (s)ragionamenti. In realtà, la sfida con il Chievo è appuntamento attesissimo e già colmo di letteratura.

Dal primo confronto a dicembre 1994, all’incrocio epico nel 3-2 del novembre 2001. Oppure il giorno in cui Luca Toni segnò il gol che decise la partita e che, sul piano personale, gli consegnò la palma di miglior marcatore di tutti i tempi per il Verona in un campionato di Serie A. E le sconfitte, anche, drammi sportivi come il 3-1 del 1995, o il 2-1 che avvicinò l’Hellas alla retrocessione in B nel 2002. Oppure la rete di Lazarevic all’ultimo secondo nell’1-0 del 2013.

Adesso arriva un derby in cui il Verona è sfavorito. Contro la storia, contro la tradizione, contro l’epos. Il Chievo è – largamente – davanti in classifica. Gode di ottima salute, mentre l’Hellas è un ospedale da campo e ha appena perso una partita sofferta e beffarda con la Lazio.

Tutto scritto? No. Il derby non si gioca. Si vince. Ma le possibilità di ribaltare un pronostico per nulla benevolo, per il Verona, passano per la settimana che si apre. Il gruppo di Andrea Mandorlini si chiuderà nella torre d’avorio di Peschiera del Garda? Farà collezione di allenamenti a porte chiuse? Starà distante dall’abbraccio della propria gente, ossia di quelle persone che a vecchi e nuovi possono far capire che cosa significhi questa partita per la città? Bene, allora state certi che sarà ben dura per il Verona non buscare con il Chievo-Turbo di questi mesi.

Se, invece, l’Hellas, e chi lo rappresenta, dal tecnico a, ancor di più, la dirigenza, comprenderà che soltanto ottenere, chiedere, ricevere la spinta del grande popolo gialloblù, potrebbe far lievitare bioritmi e orgoglio di una squadra che insieme al cuore dovrà metterci la testa, le chance per ribaltare il Chievo ci saranno. Altrimenti, buona pausa a tutti, con le necessarie riflessioni che conseguiranno.

Se il Verona vincerà questa partita, scriverà un’altra pagina dorata nel mito del derby. E chi non gradisce che lo si chiami, correttamente, così, attenda pure di incrociare, con tutto il rispetto previsto per il caso, il Vicenza. D’altro canto non mancano i burloni che pensano che entro pochi anni l’Uomo sbarcherà su Nettuno. Per fortuna, e chiediamo venia, non siamo così interessati all’astronomia.

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