Vittoria a Benevento, serve a nulla se…

Vittoria a Benevento, serve a nulla se…

Il Verona deve dare continuità, solo così sarà credibile per obbiettivi importanti

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Ieri i più si aspettavano la sconfitta e l’esonero di Fabio Grosso. Alzi la mano chi dice di no. Si racconta di gente delusissima e balbettante cercare di raccontare quello che accadeva al Vigorito. Una sorta di funerale per loro, che avevano puntato tutto sulla débâcle finale del Verona.

La vittoria di Benevento, invece, dice che l’Hellas c’è e che col suo allenatore vuole tornare in alto. Niente celebrazioni, per carità. Si è vinto con la voglia di farlo per tutta la gara, con episodi a favore (ma un rigore sbagliato è sempre un errore, non è fortuna), andandosi a riprendere un po’ dei punti lasciati ingenuamente, e a volte balordamente, per strada. Si è vinto sul filo del rasoio, ma si è vinto.

Il successo al Vigorito, tuttavia, non servirà a nulla se il Verona non dimostrerà di poter finalmente dare continuità alle prestazioni e ai risultati.

Non serve a nulla se la squadra non imparerà a scacciare la paura che riaffiora ogni volta che si va in vantaggio. In tal senso la coppia difensiva Dawidowicz-Marrone pare dare molte più garanzie, aver ritrovato Matos è manna dal cielo, un Lee tornato pericoloso è una buona notizia.

La paura si batte col coraggio, e ieri ce n’è stato a sufficienza. Ne servirà molto altro per risalire ulteriormente ed essere credibili per obbiettivi importanti, che, al momento, non andrebbero nemmeno nominati.

Alla luce del successo al Vigorito acquista maggior rilievo anche il pari col Palermo, arrivato dopo la bandiera bianca alzata a Brescia. Ora, solo una grande prova col Pescara darà senso alla vittoria di Benevento, che altrimenti sarà servita a nulla.

 

 

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