Binda (GdS): “Pecchia e Fusco sono ok, ma ora il Verona deve passare ai fatti”

Binda (GdS): “Pecchia e Fusco sono ok, ma ora il Verona deve passare ai fatti”

Il giornalista: “L’anno scorso 11 figurine in campo, quest’anno serve formare un gruppo che torni a lottare e una società che investa”

Con Nicola Binda, che tra i vari incarichi nella Gazzetta dello Sport è capo servizi della Serie B , cerchiamo di analizzare il nuovo Verona che sta nascendo, precipitato in cadetteria dopo un anno sportivamente angosciante. Da lì partiamo.

Che idea ti sei  fatto di quanto accaduto la scorsa stagione ai gialloblù?

Ho visto una squadra che non ha mai dato segnali di poter tirarsi fuori dalla lotta per la salvezza. In campo c’erano undici figurine che sembravano giocare giusto per arrivare al novantesimo e poi finiva lì. Non davano l’impressione di un gruppo compatto verso un obbiettivo, piuttosto di essere senz’anima. Credo, inoltre, che la rosa sia stata costruita in maniera approssimativa.

La B guarderà il Verona come la squadra da battere?

Ogni anno, o quasi, c’è una nobile decaduta. Due anni fa il Bologna, la scorsa stagione il Cagliari. Chiaro che quest’anno sarà il Verona a catturare l’interesse generale del campionato cadetto. Ma al di là del nome, del grande bacino di pubblico e di una tifoseria appassionata, servirà passare ai fatti. Tornando al Cagliari, ad esempio, va ricordato che, una volta sceso di categoria, tenne dei giocatori da serie A e comprò i sei migliori della B della precedente stagione.

Fabio Pecchia, scelta giusta per l’Hellas?

Anche qui si torna al concetto di prima. Serviranno i risultati per dirlo. Quello che posso dire io è che conosco Fabio da quando giocava nella Nazionale di serie C, parecchi anni fa. È una persona perbene, in gamba, intelligente ed è un tecnico preparato. Mi è piaciuto nella conferenza stampa di ieri, quando si è presentato. Lo spirito che vuole trasmettere è quello giusto, serve una squadra di combattenti che viaggino all’unisono. Solo così il Verona potrà essere protagonista.

È un allenatore con i giusti attributi per Verona?

Da calciatore avrà cambiato una decina di allenatori in serie A. È stato alla Juve e al Napoli dove ha avuto Lippi, e in tante altre piazze.  E poi, tre anni di “scuola” Benitez lo hanno sicuramente formato in una delle migliori palestre di calcio a livello internazionale. La B la conosce. Specie a Latina ha fatto bene, la squadra giocava un bel calcio. Ora deve saper calarsi nella realtà veronese.

Filippo Fusco è il nuovo direttore sportivo, cosa ci racconti di lui?

È competente, un professionista serio. Un manager che ha messo in piedi il Bologna che ha vinto il campionato. Lui e Tacopina costruirono la squadra, poi arrivò Corvino che ci mise la bandierina. Come per Pecchia si tratta di un ottimo profilo. Ma ora, ripeto: per il Verona tutto si deve tradurre in fatti, e, quindi, in risultati.

 

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